Categories: Privacy

GB LAVORA A LEGGE CONTRO LE MOLESTIE SUL WEB. PROVIDER OBBLIGATI A RIVELARE L’IDENTITÀ DEGLI UTENTI

Il governo britannico ha deciso di dichiarare guerra ai cyberbulli. Al vaglio della camera dei Comuni il disegno di legge contro la diffamazione e le molestie online. Per esercitare la propria attività, i gestori delle piattaforme web avranno l’obbligo di dare alle autorità inglesi i dati identificativi degli utenti. Ai provider sarà garantita dal governo una tutela speciale per eventuali ricorsi legali, in caso che i molestatori decidano “in nome della libertà di espressione” di opporsi e costituirsi parte civile.
L’articolo di legge in questione è contenuto nel quinto paragrafo del ‘Defamation Bill’. La nuova riforma tende a velocizzare e semplificare il procedimento di individuazione del diffamatore virtuale, ricorrendo a un giudice di grado inferiore della High Court. La nuova regola si applicherà a tutti i siti, indipendentemente dal server su cui è ospitato.
Seriamente preoccupate e poco entusiaste le associazioni favorevoli all’anonimato nella rete. Si teme che la nuova legislazione colpisca quei siti d’informazione che si basano sulle soffiate anonime, limitando così la libertà d’espressione. “La maggior parte degli operatori non sono in grado di sapere se il materiale pubblicato è diffamatorio o meno, e molto spesso – di fronte a una denuncia – decideranno di rimuovere immediatamente gli articoli”, ha detto ha detto Emma Draper, responsabile della comunicazione dell’organizzazione ‘Privacy International’. “Tuttavia, se la scelta è tra la tutela l’anonimato degli utenti o evitare un contenzioso potenzialmente costoso, molti piccoli operatori opteranno per la pubblicazione dei dati dell’utente che diffamano il denunciante”.

editoriatv

Recent Posts

Ranucci sospeso dieci giorni dalla Rai: “Pronto il ricorso”

Ranucci è stato sospeso per dieci giorni dalla Rai. Lui cita De Gregori ma i…

16 ore ago

ChatGPT mette il marchio invisibile sui testi: in Europa sarà più facile sapere quando ha scritto l’AI

Per anni una delle domande più difficili sull’intelligenza artificiale generativa è stata apparentemente molto semplice:…

18 ore ago

In aumento le copie vendute, i dati Aie alla Buchmesse di Francoforte

L’editoria festeggia l’aumento delle vendite: le copie vendute, stando a quanto riporta Aie, l’associazione italiana…

2 giorni ago

Circolare n. 46 del 05/10/2026 – Pagamento contributi e regolarità contributiva e fiscale

In vista del pagamento del saldo dei contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…

2 giorni ago

USA, Google vince contro gli editori: il giudice boccia le cause su AI Overviews e sposta la battaglia dalla giustizia alla politica

Una delle battaglie più importanti tra Google e l’industria editoriale americana si chiude, almeno per…

2 giorni ago

Informazione e denaro pubblico: la trasparenza non può fermarsi ai contributi

Giovanni Valentini ha pubblicato sul Fatto Quotidiano del 3 ottobre un interessante intervento sul finanziamento…

3 giorni ago