Il Garante per la privacy, nella sua relazione annuale presentata oggi a Roma, torna a chiedere che si giunga “a trovare un corretto bilanciamento” tra quelli che si pongono sempre più come “due diritti fondamentali delle società democratiche”: quello “di informare ed essere informati, e quello a veder tutelata la propria riservatezza e la sfera più intima della vita privata”.
Pizzetti ha ricordato che “non pochi casi hanno riguardato la tutela della dignità delle persone, specialmente minori o vittime di reati, rispetto a un esercizio del diritto di cronaca esasperato e spesso non corretto”. Rimandando anche ai codici deontologici che debbono sempre guidare il lavoro del giornalista, il garante ha poi ricordato che “a difesa della dignità della persona, abbiamo raccomandato misura nelle riprese televisive di situazioni di degrado sociale, come nel caso dei campi nomadi, o di riprese sui comportamenti delle persone in stato di disagio”. Un intervento, ha poi tenuto a sottolineare Pizzetti, “che non intacca affatto il valore delle inchieste di giornalismo televisivo condotte con equilibrio e evidenti finalità di buona informazione”.
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