È guerra tra Freccero e Libero. Il direttore di Rai4 ha chiesto all’Ordine e al Garante della privacy dei provvedimenti disciplinari contro il quotidiano di Belpietro. Il movente dell’esposto è la pubblicazione di una telefonata “burrascosa”, registrata e resa pubblica, in cui è Freccero (ad usare un eufemismo) è andato su tutte le furie.
Per Freccero «la deontologia impone il consenso a pubblicare». Per Libero «la telefonata era di pubblico interesse».
Cerchiamo di riassumere la vicenda che inizia più di un mese fa. Il 14 marzo 2012 un articolo di Francesco Borgonovo parla di «porno Rai in fascia protetta: droga, sesso, ammucchiate». Il pezzo consigliava alla Rai di spostare una fiction (ritenuta dal giornalista troppo audace), Chimica o fisica, in fascia protetta.
A questo punto, secondo quanto riporta oggi Libero, è lo stesso Freccero che chiama in redazione. Il “geniale” direttore è a dir poco irritato dall’articolo di Borgonovo. Ecco che sgorgano gli insulti: «stronzo, articolo di merda, fascisti, censori». Non finisce qui. L’animato discorso di Freccero sconfina e va ad intaccare la dignità della Rai e del suo dg (Lorenza Lei), colpevoli di essere «al servizio dei cardinali pedofili del Vaticano». Parole grosse e pesanti, forse anche diffamanti. Freccero verrà sospeso per 10 giorni per le sue intemperanze.
Libero criticò la decisione della Rai. Lo stesso Borgonovo scrisse che tale provvedimento non risolveva, né tantomeno affrontava, il problema. La serie va ancora in onda; si sospende il direttore della rete che la trasmette. Non si affrontano le tematiche della fiction, né si valuta l’eventuale impatto che possono avere sui minori. Si sospende Freccero solo per non sembrare passivi. Fu questo il ragionamento del giornalista.
Intanto gli insulti di Freccero sono continuati. Durante una puntata della Zanzara, programma radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani, il direttore di Rai4 ha continuato a picchiettare Borgonovo e Belpietro.
E ora arriva l’esposto del direttore di Rai4 all’Ordine dei giornalisti della Lombardia e al Garante della privacy, Francesco Pizzetti.
«L’uomo che ci accusava di essere censori, ora intende censurarci […] Nella famigerata telefonata ci imputava persino la colpa di aver fatto sloggiare Daniele Luttazzi dalla televisione […], però guarda che coincidenza, Freccero segnala all’Ordine anche gli articoli su di lui comparsi su LiberoVeleno, un settimanale satirico», scrive oggi Libero, sottolineando “l’incoerenza” di Freccero. Come dire che per Freccero la satira va fatta a tutti tranne che a lui.
E la registrazione? È stato giusto renderla pubblica? Borgonovo non risponde o meglio lo fa scrivendo che «sarebbe interessante conoscere l’opinione di Michele Santoro, le Iene, Il Fatto quotidiano, Report, Piazza Pulita, e di tutti coloro che hanno registrato ben più di una telefonata, ritenendo che fosse di pubblico interesse».
C’è tanto materiale per gli avvocati.
Egidio Negri
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