Editoria

Fenagi: “Dopo lockdown chiuse per sempre duemila edicole…”

La Federazione nazionale dei giornalai ha lanciato l’allarme: a causa del lockdown hanno chiuso e non più riaperto circa duemila edicole. Non è più tempo di parole, per i giornalai: il governo deve trovare soluzioni alla moria di esercizi commerciali che rischia di trascinare con sé anche quanto rimane del comparto dell’editoria nazionale. Per questo la presidenza della Federazione ha scritto una lunga e appassionata lettera al sottosegretario all’editoria Andrea Martella per chiedergli di fare presto.

Una lunga nota della Fenagi ha sollevato i dati drammatici dell’emergenza: “I numeri delle vendite di giornali a giugno 2020 non lasciano spazio ad errate interpretazioni: il mercato nazionale fra giugno 2019 e giugno 2020 è crollato di circa il 25% e le proiezioni per la fine dell’anno tendono a confermare il dato. Dal periodo nero della pandemia ad oggi le edicole che hanno chiuso e non hanno riaperto sono circa 2000, e quelle nei centri cittadini sono in grandissima difficoltà”.

Dunque il piano proposto dai giornalai per tentare di uscire dal dramma: “Abbiamo proposto 3 linee sostanziali di intervento: la prima riguarda il credito di imposta. Chiediamo che diventi una misura finanziaria strutturale riservata ai punti vendita esclusivi e promiscui nella misura di € 10.000 annui; la seconda propone di mantenere, per almeno tre anni, l’attuale metodo di calcolo in tema di applicazione del regime Iva sui giornali e di realizzare un sistema semplificato per l’applicazione dell’imposta, relativo solo al caso della vendita di un prodotto editoriale in abbinamento con altri prodotti, modificando l’attuale normativa. Queste misure, utilizzando la leva fiscale, potrebbero dare “ossigeno” all’intera rete di vendita. Infine la creazione della “carta della lettura della stampa”, da spendere nei punti vendita di giornali, sul modello della “carta del libro”, in favore dei giovani, delle famiglie a basso reddito e degli over 60, per sostenere la propensione alla lettura e garantire l’accesso ad una informazione affidabile e di qualità”.

L’analisi restituisce uno scenario che appare troppo simile a una desertificazione: “Stiamo assistendo alla lenta scomparsa delle edicole nelle nostre città e soprattutto nei piccoli centri. Un danno gravissimo non solo per i tanti imprenditori che perdono l’attività, con conseguente crisi per moltissimi nuclei famigliari, ma anche per i territori che vedono scomparire queste attività che fungono da presidio e che, come dimostrato durante il lockdown, sono un vero e proprio punto di riferimento per quartieri e piccoli borghi. Lasciar morire le edicole significa impoverire ii territori. In un momento così difficile come quello che stiamo vivendo sarebbe un ulteriore duro colpo per il Paese”.

editoriatv

Recent Posts

Circolare n. 49 del 22/10/2026 – Contributi all’editoria: chiarimenti sui parametri relativi alla diffusione delle copie e sugli utenti unici per le testate digitali

In vista della chiusura dell’esercizio, riteniamo utile ricordare ancora una volta i parametri relativi alla…

1 ora ago

Askanews e il licenziamento contestato: cosa è successo

Torna la tensione all’agenzia Askanews. Un giornalista sarebbe stato licenziato a causa delle rimostranze di…

22 ore ago

Editoria, il richiamo di Mattarella: senza sostenibilità economica non c’è libertà

Il 3 ottobre 2024 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro al Quirinale…

1 giorno ago

Le notizie arrivano su WhatsApp, ma chi le controlla? La nuova sfida del giornalismo nelle chat private

L'informazione sta entrando in uno degli spazi più difficili da osservare e controllare: le conversazioni…

1 giorno ago

Anche il Sugc contro Cosmi, la “lettera” del tecnico non ricuce lo strappo

La lettera non basta a ricomporre la frattura: pure il Sugc, il sindacato unitario dei…

1 giorno ago

Ranucci ha scelto: andrà a Rainews

Sigfrido Ranucci ha scelto: andrà a Rainews. E lo ha annunciato in un post pubblicato…

2 giorni ago