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Falco (Corecom Campania): “Siamo al medioevo digitale: basta scuse dai big contro il bullismo”

Il Corecom della Campania chiama in causa, direttamente, i big del web: tutti devono fare di puiù per combattere una piaga che si è diffusa con internet e della quale non si parla mai abbastanza, quella del cyberbullismo.

Secondo Domenico Falco, un maggiore impegno deve arrivare dagli Over the Top, da Google a Facebook, passando per Twitter e Amazon. Non ci si può tirare indietro. Così, durante un webinair coi ragazzi dell’Oratorio estivo “San Domenico Savio” della parrocchia di San Felice di Tenna – Pietre – Tramonti, ha spiegato: “Nella lotta al bullismo e al cyberbullismo è giunto il momento che ognuno faccia la propria parte. Mi riferisco in particolare ai padroni del web, Mark Zuckenberg, Sundar Pichai, Tim Cook e Jeff Bezos e alle loro rappresentanze italiane. In gioco c’è il futuro di milioni di ragazzi che devono essere tutelati ad ogni costo. E’ inaccettabile che si parli di protezionismo dei dati e di tutela della privacy nel momento in cui ci sono precise esigenze investigative o necessità di difendere l’immagine delle vittime del cyberbullismo”.

Falco ha inoltre aggiunto: Allo stesso tempo non è tollerabile che decine di migliaia di minorenni, al di sotto dei 14 anni, siano registrati con profili evidentemente falsi sui social senza che nessuno provveda a controllare la loro reale identità. Siamo al medioevo del web”. Quindi ha concluso: “Una condizione per la quale proprio chi ne trae maggior beneficio economico dovrebbe provvedere a difendere i diritti dei minori, a tutelare la loro incolumità, a farsi carico di mettere in campo nuove tecnologie in grado di impedire ai bulli da tastiera di nuocere”.

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