Editoria

Facebook non paga le notizie, bagarre in Canada

Facebook ci ricasca: niente notizie se dovrà scucire denari agli editori, questa volta è accaduto in Canada dove il governo ha stabilito nuove regole per riconoscere a giornalisti ed editori un giusto pagamento ma Meta e Facebook sono pronti a un giro di vite. Altro che accordi e trattative, da Menlo Park arriva una chiusura che replica, anche nell’America del Nord, quello che già è accaduto (o sta ancora accadendo) tra Europa e Australia.

La scelta del governo è contenuta all’interno del progetto di legge dell’Online News act. È stato promulgato ad aprile scorso. Adesso si sarebbe dovuti entrare nella fase della trattativa, del negoziato tra i capi dei social e gli editori. Ma Facebook e Meta non avrebbero la minima intenzione di scendere a patti con i giornali. Così come già accaduto in passato, il capo Marc Dinsdale, che presiede la partnership media-Meta Canada, ha deciso di tenere la linea durissima. E in una dichiarazione ha spiegato che: “di fonte a una legislazione avversa riteniamo sia importante essere trasparenti sulla possibilità che potremmo essere costretti a riconsiderare la possibilità di condividere i contenuti delle notizie in Canada”.

Il governo, però, non sembra tanto disposto a lasciar correre, dandola vinta al colosso web. Insomma, il Canada non vuol arrendersi di fronte a Facebook. E, anzi, il ministro del patrimonio, Pablo Rodriguez, ha affermato che “tutto ciò che chiediamo di fare ai giganti della tecnologia come Facebook è negoziare accordi equi con le testate giornalistiche quando traggono profitto dal loro lavoro”. Il braccio di ferro, dunque, è servito.

Bisognerà verificare come andrà a finire ma, tra le righe, c’è di nuovo lo scontro tra le istituzioni e gli Over the top, che hanno oligopolizzato internet lasciando agli altri (tra cui gli editori) poco meno che le briciole. Ciò che emerge è come sia sentito, a livello planetario, il dovere di riequilibrare le cose sul mondo del web.

Luca Esposito

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