Le autorità italiane sanno cosa devono fare e
se non saranno al più presto modificate tutte le parti della riforma Gasparri
contestate dalla Commissione Ue: l’Italia sarà portata davanti alla Corte di
Giustizia europea. A ribadirlo sono
stati gli uffici del commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes.
"A questo punto della procedura di infrazione”, hanno spiegato i
collaboratori del responsabile Antitrust, “
la Commissione Ue
può decidere o di chiudere il caso, se si è posto fine all’infrazione, oppure
deferire lo Stato membro davanti alla Corte di giustizia".
"Nessuna decisione, però, è stata ancora presa dalla Commissione",
hanno aggiunto gli uffici della direzione generale per la concorrenza.
L’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia risale al luglio
2006,
quando
la Commissione
Ue
bocciò la
legge Gasparri, accusata di rafforzare il duopolio Rai-Mediaset, e invitò
il nostro Paese a modificarla. Di qui il ddl Gentiloni varato dal governo Prodi
che però non è stato ancora approvato in via definitiva dal Paramento.
Per questo
la Commissione Ue
, nel luglio
2007, ha
compiuto un altro passo nella procedura di infrazione, inviando a Roma un parere motivato in
cui dava all’Italia due
mesi di tempo per varare la riforma della Gasparri.
Una scadenza passata senza essere giunti al varo definitivo della legge. Se
l’Italia dovesse finire davanti alla Corte europea di giustizia, in caso di
condanna si rischiano pesantissime sanzioni, come ha più volte ricordato il
ministro Paolo Gentiloni: da 300-400 mila euro al giorno fino a quando il nostro
Paese non si metterà in regola con le norme Ue.
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