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Editoria, le librerie indipendenti: ripresa arrivi anche alla lettura. Serve legge quadro per riformare e rilanciare il settore, a partire da sconti e Scuola

Nardelli (Commissione Cultura): “legge per promozione lettura occasione per tutti, ma filiera sia unita nelle sue richieste”

I venti di ripresa devono arrivare anche al mercato del libro: in Italia c’è una vera emergenza lettura, che ha portato in quattro anni a perdere 2 milioni di lettori e il 18% circa delle vendite. Per rilanciare l’interesse nei libri ed il ruolo culturale dei librai serve un intervento di riforma e di rilancio del settore: a partire da una nuova legge quadro che riduca o abolisca le percentuali di sconto massimo attualmente previste dalla Legge Levi, permetta di creare un rapporto più solido tra librerie e scuola e riveda la struttura dell’attuale rete.

E’ quanto emerge da “Librerie, futuro scontato? Rimanere indipendenti fra futuro e innovazione”, il convegno organizzato oggi a Roma dal Sindacato Italiano Librai di Confesercenti, cui hanno partecipato, tra gli altri, l’onorevole Flavia Nardelli, Vice Presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il Direttore di Confesercenti Nazionale Giuseppe Capanna, il Presidente di Sil Cristina Giussani, il vice presidente dell’Odei – organizzazione editori indipendenti – Andrea Palombi ed il vice presidente dell’Associazione Librai Italiani Confcommercio Aldo Addis.

“Nei primi mesi del 2015 – spiega Cristina Giussani, Presidente Sil – qualcosa si è mosso, ma il quadro rimane drammatico: meno lettori, costi troppo elevati e una possibilità di sconto eccessivamente ampia hanno ridotto all’osso i margini delle imprese, portando alla sparizione di oltre 100 librerie indipendenti ogni anno, soprattutto nei piccoli centri non raggiunti dalle grandi catene di librerie. In altri paesi, come Francia e Germania la desertificazione è stato arginata bloccando gli sconti o prevendendone di estremamente ridotti. Dove invece è stato completamente liberalizzato, come nel Regno Unito, si è rischiata la sparizione completa delle librerie: l’ultima grande catena è stata salvata grazie all’intervento di un magnate russo. Per non trovarci nella stessa situazione – conclude Giussani -, dobbiamo rivedere immediatamente la normativa, ma serve anche una grande campagna per rilanciare il ruolo culturale di libri e librerie, a partire dalla scuola: la riforma del sistema scolastico può e deve essere un’occasione anche per l’editoria”.

Una chance sottolineata, nel suo intervento, anche dall’Onorevole Flavia Nardelli. “L’articolo 12 del ddl scuola – ha spiegato il Vice Presidente della Commissione Cultura – prevede per gli insegnanti un bonus di 500 euro da destinare alle attività culturali, libri compresi. Anche la Legge per la promozione della lettura, attualmente in agenda, può offrire spazi a tutta l’editoria: l’auspicio, però, è che la filiera del settore si presenti unita nelle sue proposte di rilancio”.

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