Categories: Editoria

Editori europei contro Google: “Controlla la pubblicità online”

Gli editori europei si uniscono per andare alla battaglia contro il gigante digitale per eccellenza, Google. L’European Publishers Council ha rotto gli indugi e ha presentato una denuncia alla commissione europea in cui accusa Google di condotta anticoncorrenziale. Il punto di scontro, come al solito, è quello relativo alla pubblicità e al mercato che ne consegue. Per gli editori, il colosso di Mountain View ha distorto la concorrenza da quando ha acquisito DoubleClick.

Si tratta di una piattaforma, che ha tra i suoi clienti importanti aziende multinazionali di ogni settore da Microsoft e fino a L’Oreal e Cocacola, che si occupa di fornire pubblicità ai siti online. Con l’acquisizione di Double Click, gli editori europei temono che Google abbia di fatto il controllo sulla filiera digitale della pubblicità in rete. In particolare, secondo l’European publishers council, Mountain View controllerebbe una porzione di mercato abnorme, quantificata – nell’ambito della tecnologia pubblicitaria – in una percentuale che sfiora addirittura il 90 se non il 100 per cento.

Ciò, per gli editori, comporterebbe il doversi rapportare con una società che praticamente coprirebbe ogni ruolo utile. Acquirente e venditore di pubblicità. Il presidente Epc Christian Van Thillo ha ribadito che si tratta di un fatto ormai “acclarato” dalle authorities di tutto il mondo. Da cui Google, però, sarebbe sempre riuscita a strappare concessi minori “che non fanno nulla per apportare modifiche significative alla sua condotta”. Adesso gli editori chiedono che venga ripristinata la concorrenza nella catena dell’ad-tech. Una questione vecchia, dunque. Ma attualissima dal momento che gli editori lamentano che nulla è cambiato sul panorama economico, effettivo, della vicenda.

E sembrano determinatissimi a farlo. Nell’associazione europea degli editori sono presenti alcuni tra i top player del settore. Ci sono i tedeschi di Axel Springer e Burda Media, gli inglesi del The Guardian, l’italiana Gedi e la divisione europea del New York Times. Il braccio di ferro riporta d’attualità, dunque, il ruolo degli Over the top all’interno del mondo digitale e le possibilità, ridotte, che vengono “lasciate” agli altri operatori di mercato. E sottolinea con decisione quanto sia fondamentale un intervento legislativo che ripristini condizioni di mercato accettabili per tutti gli attori in campo.

Luca Esposito

Recent Posts

Giuseppe De Bellis sarà il nuovo direttore de Il Sole 24 Ore

Giuseppe De Bellis è il nuovo direttore de Il Sole 24 Ore. Lo ha deciso…

18 ore ago

Addio ad Andrea Tempestini, il lutto per la morte del vicedirettore di Libero

Una tragedia che scuote Libero e il giornalismo italiano: è stato rinvenuto in casa sua,…

18 ore ago

Edicole, l’Italia rischia di perdere la sua rete dell’informazione: i bonus frenano le chiusure, ma ora serve una riforma

Le edicole italiane sono arrivate a un passaggio decisivo. Continuare a sostenerle con contributi annuali…

18 ore ago

Google comincia a pagare circa 100 editori per le risposte dell’AI: nasce il prezzo delle notizie lette dalle macchine

Per anni Google ha sostenuto un principio molto semplice nel rapporto con gli editori: indicizzare…

18 ore ago

Le istituzioni sono responsabile delle notizie riservate pubblicata sui giornali

Con la sentenza del 16 luglio 2026, nella causa C-559/23 P, la Corte di giustizia…

2 giorni ago

Il mondiale di ciclismo e le polemiche che si rincorrono in Rai

Quanto è appassionante il ciclismo. La polemica, però, lo è ancor di più. Polemica a…

2 giorni ago