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Edicolanti di Arezzo a confronto sui problemi della categoria “Quando Peppa Pig fa vendere più di un quotidiano”

Il presidente provinciale del sindacato di categoria Snag-Confcommercio Giancarlo Gori lancia l’allarme: “la crisi dell’editoria sta mettendo in ginocchio le nostre aziende. Presto la riforma o saremo costretti a chiudere. Ma senza di noi che fine farà la libertà d’informazione?”. Alla riunione aretina presente anche il vicepresidente nazionale Snag Andrea Innocenti. Presto altre riunioni con gli edicolanti delle vallate. È Peppa Pig ad alzare il fatturato delle edicole nell’aretino, ben più delle riviste femminili e dei quotidiani. Gadget e figurine del maialino rosa, vera star tra i bambini, sono diventati quindi il “core business” dei giornalai di casa nostra, insieme ai cosiddetti “collezionabili”: dalle carte da gioco alle miniature di porcellana, passando per orologi e necessaire per decorare le torte. Lo confermano gli edicolanti del capoluogo, in riunione presso la sede della Confcommercio insieme al presidente provinciale del sindacato di categoria Snag Giancarlo Gori. “Gli aretini vanno matti per le collezioni, non perdono un numero delle uscite settimanali dei loro oggetti preferiti. Ma il resto della carta stampata soffre e gli editori sembrano ancora non capire che non basta tagliare il prezzo delle riviste o allegare un gadget per far tornare la gente alla lettura”, dice il presidente Gori, che lancia l’allarme: “la crisi dell’editoria sta mettendo in ginocchio le nostre aziende. Presto la riforma o saremo costretti a chiudere. Ma senza di noi che fine farà la libertà d’informazione?”.
“Il taglio dei prezzi di copertina si traduce in un dimezzamento del guadagno per noi che lavoriamo con l’aggio, cioè una percentuale sul venduto. Così, a fronte di costi di gestione che nella migliore delle ipotesi restano gli stessi, presto resteranno solo le edicole con un giro di vendite altissimo”, prosegue Gori. Eppure, il settore offrirebbe ancora margini di crescita, soprattutto per i giovani: “ad oggi ci sono 170 edicolanti in provincia di Arezzo, di cui 33 nel solo capoluogo con una media di minimo due occupati ciascuno. Proprio nel capoluogo molte rivendite di colleghi che volevano andare in pensione sono state rilevate da under 35, in molti casi donne. Ma rischiano di non farcela se non cambia subito qualcosa. Per fortuna la liberalizzazione non ha toccato il nostro settore e quindi le licenze valgono ancora qualcosa”.
A livello sindacale, Snag Confcommercio sta quindi facendo il tour della provincia : “abbiamo iniziato da Arezzo, nelle prossime settimane faremo incontri in tutte le vallate per conoscere i problemi di ogni zona. Poi, insieme, cercheremo di migliorare i rapporti con le aziende di distribuzione dei giornali in merito alla gestione di rese, rimanenze e percentuali di sconto e, soprattutto, di fare pressione perché finalmente qualcosa si muova sul fronte della riforma dell’editoria” sottolinea Gori, “ecco perché alla riunione aretina c’era anche il nostro vicepresidente nazionale Snag Confcommercio Andrea Innocenti, che ci ha aggiornato sugli ultimi sviluppi della questione. Speriamo che tra le tante riforme in campo, Renzi pensi anche a questa”.

(http://www.arezzotv.net/)

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