Categories: Giurisprudenza

DL SVILUPPO/ ATTESA LA FIDUCIA ALLA CAMERA. GARANTE PRIVACY BANCHETTA IL GOVERNO: NORME INUTILI E DI DIFFICILE INTERPRETAZIONE

Il Parlamento riapre oggi i battenti dopo una settimana di quasi riposo. Alla Camera dei Deputati le commissioni Finanze e Bilancio sono chiamate al voto sul decreto sviluppo (n. 70/2011): oggi alle 16 scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Il provvedimento approderà in Aula lunedì prossimo con la probabile richiesta di fiducia (magari con tanto di maxiemendamento).
Proprio sul decreto sviluppo è arrivata una tirata d’orecchi da parte del Garante per la privacy che, davanti le commissioni Bilancio e Finanze, ha bocciato l’articolo 6 contenete novità in materia di semplificazioni degli adempimenti burocratici. Tanto per cominciare, il “preambolo”, per Francesco Pizzetti appare «assolutamente censurabile, non solo per il linguaggio o l’incertezza del contenuto e la sua incoerenza con il sistema delle fonti, ma anche perché muove da presupposti e contiene affermazioni del tutto privi di ogni fondamento».
Non solo. Bocciate anche la disposizione che esonera alcune categorie dal codice della privacy (seppure a determinate condizioni), quella che chiarisce il concetto di trattamento di dati personali per finalità amministrativo-contabili, quella che elimina il consenso preventivo nella comunicazione di informazioni all’interno di reti aziendali. La critica è sempre la stessa: norme di difficile interpretazione che invece di semplificare costringeranno chi le deve applicare a pagare consulenti per farsele spiegare.
Un appunto anche sull’estensione del registro delle opposizioni alla posta cartacea. Per evitare di avere la cassetta postale intasata da proposte commerciali, ora si deve iscrivere nel registro il proprio indirizzo così come compare sugli elenchi telefonici. Una novità di cui non si sentiva la necessità.

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