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DL ecobonus è legge. L’iva dei collaterali in edicola aumenta al 21%. Game Over

Il decreto energia, 63/2013, è legge; è stato approvato ieri dall’Aula di Palazzo Madama con 249 voti favorevoli e solamente 2 contrari. Il via libera è stato dato al testo nella sua ultima versione, per intenderci quella presentata al pochi giorni fa a Montecitorio, dunque il Governo è riuscito nell’impresa di rispettare la scadenza del 4 agosto anche se rimane ancora in sospesa la questione concernente all’obbligatorietà dell’Attestato di prestazione energetica, a pena di nullità del contratto, in caso di compravendite di immobili e locazioni.

“La previsione è stata introdotta durante la seconda lettura della Camera” ha spiegato ad Italia Oggi il presidente della Commissione finanze del Senato, Mauro Mauria Marino “senza considerare gli effetti che una norma di questo tipo potrebbe avere soprattutto sul mercato delle locazioni. già in forte crisi”. Dunque la Commissione finanze del Senato ha approvato la conversione del decreto con l’obiettivo di limitare i danni evitando così di far saltare la conversione.

“Abbiamo deciso di inserire all’interno del decreto del fare, un emendamento ad hoc”, ha dichiarato Marino, “in modo da eliminare la previsione inserita alla Camera, limitandone gli effetti quanto più possibile. Siamo rammaricati del fatto che, però, intercorrerà comunque un lasso di tempo fisiologico prima che il decreto del fare arrivi in Gazzetta Ufficiale, durante il quale non avremo nessun potere sui danni che la vigenza norma in questione potrà causare”.

Il decreto, così come è stato approvato, stabilisce la facoltà per i privati che vogliano realizzare un intervento di riqualificazione energetica, inclusa la sostituzione delle caldaie e l’installazione delle pompe di calore, di portare in detrazione dall’Irpef il 65% della spesa sostenuta. Il tutto, tramite una rata all’anno per dieci anni. All’interno dell’Ecobonus sono inclusi anche i lavori di rimozione dell’amianto degli edifici, i lavori di adeguamento antisismico, sia per le abitazioni principali, sia per le imprese, nelle zone più a rischio e i lavori di depurazione delle acque contaminate da arsenico.

Sarà possibile detrarre dall’Irpef, con una rata l’anno per dieci anni, il 50% delle spese sostenute sia, per realizzare interventi di ristrutturazione, entro il tetto dei 96 mila euro, sia per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, destinati all’arredamento di immobili ristrutturati. Confermate, poi, anche l’emendamento votato all’unanimità alla Camera che impegna il governo ad assicurare gli incentivi, non necessariamente con le aliquote attuali del 65%, agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente, rendendo obbligatoria la certificazione antisismica degli edifici pubblici e privati e i relativi controlli strutturali periodici, e a rivedere i vincoli del Patto di stabilità, per permettere agli enti locali che abbiano risorse da investire, di realizzare interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, di riduzione del rischio idrogeologico.

Nessuna modifica nemmeno sul fronte Iva, confermata quindi l’aliquota agevolata al 4% per l’editoria scolastica . così come l’aumento al 10% per i prodotti dei distributori automatici e l’approdo all’aliquota ordinaria del 21% per i gadget editoriali. “Il provvedimento ha una notevole importanza e produrrà sicuramente effetti positivi sull’economia” ha rivelato il sottosegretario allo sviluppo economico Simone Vicari. Soddisfatto inoltre del risultato anche Gianpiero Dalla Zuanna (Sc), secondo cui “il provvedimento è un primo passo importante, ora dobbiamo lavorare per rendere strutturali gli ecoincentivi”.

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