Franco Abruzzo

Diffamato tramite Facebook, riceve un risarcimento di 15.000 dollari

La gente sembra continuare a dimenticare che postare sui media un brutto commento può portare a conseguenze molto serie quali la perdita del posto di lavoro o ripercussioni a livello giudiziario. Si tratta esattamente di quello che è successo a 74enne australiano Kenneth Rothe, il quale si è visto l’assegnazione di un risarcimento di 115.000 dollari dopo che un post diffamatorio su Facebook aveva rovinato la sua vita e la sua carriera. Ma andiamo nel dettaglio: nel 2014, un uomo di nome David Scott aveva postato sui social che le imprese di Rothe, due strutture alberghiere denominate Nirvana Village e Blue Dolphin Motels, erano utilizzate dai pedofili. Dopo che queste accuse si erano rivelate false e Scott aveva rifiutato di ritrattare, Rothe aveva sostenuto di essere vittima di minacce di morte via telefono e aggressioni fisiche che hanno persino costretto l’uomo ad una permanenza in ospedale. Condizioni che hanno finito per allontanare l’uomo dal suo business e dalla sua famiglia. Per fortuna il giudice Judith Gibson ha sentenziato che le affermazioni di Scott erano infondate e ha costretto il diffamatore ha risarcire Roth con una cifra pari a 115.000 dollari. Secondo Gibson “l’anonimato, l’istantaneità e l’ampia portata di internet, rendono il web uno strumento pericoloso, se nelle mani di persone che si credono crociati dell’informazione e della morale”.

Share
Published by

Recent Posts

Proteggere i minori senza vietare i social: la lezione della Corte costituzionale francese

La protezione dei minori non può giustificare qualsiasi limitazione della libertà di comunicazione. È questo,…

10 ore ago

Apple prepara la sfida a Meta sugli smart glasses ma la vera rivoluzione potrebbe essere la privacy

La prossima grande sfida tra Apple e Meta potrebbe non giocarsi sullo smartphone e nemmeno…

14 ore ago

Apple vuole pagare le notizie quando le usa. Un nuovo modello per editori e intelligenza artificiale

Si torna a parlare del rapporto tra piattaforme ed editori. Questa volta protagonista è Apple.…

2 giorni ago

Apple cambia strategia in Cina, un modello AI sviluppato con Alibaba per portare Apple Intelligence sugli iPhone

Apple prepara una svolta importante nella propria strategia sull’intelligenza artificiale e sceglie di farlo in…

2 giorni ago

L’AI lascia la firma, Anthropic mette un marchio invisibile nei testi di Claude: il copia e incolla non sarà più lo stesso

Per anni uno dei problemi più difficili legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa è stato…

3 giorni ago

Sintesi Ai: gli editori francesi trascinano Google all’Antitrust

Ancora una volta è dalla Francia che parte la riscossa. Quella degli editori contro i…

3 giorni ago