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“Difendere i giornali è tutelare la democrazia”

“Difendere i giornali è tutelare la democrazia”. Parole e musica di Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, che è intervenuta, mercoledì scorso, alle celebrazioni per il 19esimo anniversario del Monumento alla Libertà di Stampa di Conselice, in provincia di Ravenna. L’incontro è stato promosso e organizzato, oltre che dalla Fnsi, dal Comune di Conselice, dall’Osservatorio sulla libertà di Stampa e dall’Aser, l’Assostampa dell’Emilia Romagna. Il presidente Aser Paolo Maria Amadasi ha spiegato che “La libertà di stampa è un po’ come l’ossigeno: ci si accorge di quanto sia vitale solo quando viene a mancare. Questa giornata è fondamentale per ribadire il valore del lavoro dei giornalisti e per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza di difendere sempre il diritto all’informazione”.

La segretaria generale Fnsi Alessandra Costante ha ribadito che “difendere la libertà di stampa significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati”. E quindi ha citato la Carta: “L’articolo 21 della Costituzione non parla della libertà dei giornalisti, ma del diritto all’informazione dei cittadini. È un principio ancora più forte della semplice difesa dei giornali: è la tutela della democrazia”.

Ma non basta. Perché non si tratta di un problema tutto italiano. Ma di un trend che coinvolge tutto il mondo occidentale. Costante ha affermato: “La libertà di stampa non è a rischio solo in Italia: assistiamo a un restringimento globale. Basta pensare alla proposta rilanciata dal presidente Trump di ridurre i finanziamenti ad alcune emittenti, un segnale preoccupante per l’indipendenza dell’informazione”. E dunque ha citato: “Non possiamo dimenticare ciò che sta accadendo nel mondo, in Ucraina, a Gaza, dove i giornalisti muoiono mentre cercavano di raccontare la realtà della guerra. La tutela delle fonti è sacra, è il pilastro su cui si fonda il rapporto di fiducia fra il giornalista e chi decide di condividere informazioni sensibili. Minare questo legame significa compromettere la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati”.

Luca Esposito

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