Del Vecchio, l’offerta vincolante per il Qn e i giornalisti

0
57

Arriva Del Vecchio e dopo la sua offerta vincolante, i giornalisti del Quotidiano Nazionale ribadiscono le loro priorità: “Tutele dei posti di lavoro, valorizzazione delle cronache sia nazionali che locali, investimenti nel giornalismo di qualità e rilancio delle storiche testate” del gruppo. Leonardo Maria Del Vecchio ha presentato un’offerta vincolante. In cui punta all’acquisizione del 70% del capitale sociale. Dopo l’acquisto, la famiglia Riffeser Monti dovrebbe rimanere nella compagine sociale seppur in posizione di minoranza. La presentazione dell’offerta vincolante da parte di Del Vecchio è stata commentata, dallo stesso, come un’operazione che rientra “in un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese”. Quindi la promessa: “Crediamo nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni. Il nostro impegno è investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico. Una volta completati i passaggi formali – ha concluso del Vecchio – intendiamo confrontarci con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso”.

Agli annunci, i giornalisti hanno risposto presentando le loro priorità. All’esito di un’assemblea convocata subito dopo la formalizzazione dell’annuncio. I temi sono chiarissimi: “Tutela dei posti di lavoro, valorizzazione delle cronache sia nazionali che locali, investimenti nel giornalismo di qualità per rilanciare e tutelare testate storiche che quotidianamente garantiscono informazione in territori importanti come Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria e Lazio”

E ancora: “I comitati di redazione hanno riportato alla redazione – oltre 300 colleghi tra articoli 1, 2, 12, 35, 36 e collaboratori – l’esito di un incontro avuto poche ore prima con l’editore Andrea Riffeser Monti, la direttrice Agnese Pini e i manager del Gruppo, dove era stato annunciato l’accoglimento dell’offerta vincolante per entrare in società. I Cdr hanno ribadito all’editore che servono garanzie appunto sulla tutela dei posti di lavoro, sulla difesa delle buste paga (anche delle fasce più deboli, come gli articoli 2, 12 e i collaboratori), sul radicamento sul territorio dei giornali – che hanno redazioni in tantissime città -, sul rilancio delle cronache nazionali e dei siti internet che necessitano di investimenti in giornalisti e tecnici. L’assemblea ha salutato con favore il passaggio di proprietà, proprio perché il Gruppo arriva da anni di ridimensionamento delle buste paga (attraverso gli ammortizzatori sociali), delle redazioni (con prepensionamenti e assunzioni non numericamente adeguate), e di riduzione dei compensi dei collaboratori fissi e dei corrispondenti: un mix letale che non ha scalfito la qualità dell’informazione offerta ai lettori solo grazie all’impegno straordinario dei giornalisti. Insomma, da troppo tempo mancano progetti seri e concreti per dare una prospettiva a un Gruppo storico, sia sulla carta sia sul digitale. Per questo motivo, l’assemblea ha ribadito al Comitato di redazione la necessità di essere costantemente informata sulla trattativa, perché i punti da definire sono ancora molti”.

Dopo l’offerta vincolante, l’ingresso di Del Vecchio nel capitale di Quotidiano Nazionale dona speranze ai giornalisti che “apprezzano le parole di Leonardo Maria Del Vecchio che ha assicurato che ci sarà, una volta ultimati i passaggi formali, un confronto con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso, rispondendo che sono comunque operazioni previste dalla normative e che quello che è mancato negli anni nel Gruppo è stato appunto una discussione costruttiva su come dare nuovo slancio alle testate; purtroppo l’unica parola d’ordine è stata quella dei tagli e dell’arretramento, una politica controproducente che si è sempre riversata negativamente solo sulle redazioni. Ora i Cdr – si conclude la nota – vigileranno sui passaggi di proprietà insieme con gli altri sindacati perché mai come ora è necessario un cambio di passo per dare un futuro al Gruppo e ai giornalisti che ci lavorano”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome