Si tratta di un aggiornamento di una precedente legge intitolata “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” alla quale sono stati aggiunti 664 caratteri per una migliore salvaguardia della proprietà intellettuale.
Secondo il recente update viene estesa alle figure di reato previste dal regolamento sul diritto d’autore, la normativa sulla responsabilità penale della società riservata fino ad oggi a gravi illeciti come ad esempio truffa allo Stato. Secondo la nuova norma, qualsiasi società o associazione ponga in essere uno dei segenti reati rischia, tra le tante, la revoca delle autorizzazioni nonché l’esclusione dalle agevolazioni.
Secondo quanto previsto dalla precedente norma, ovvero la legge 231/01, l’ente è responsabile solo per i reati commessi a suo vantaggio e per suo interesse, è quindi viene automaticamente scagionato quando a commettere il reato sia un proprio manager o dirigente, che ha utilizzato le risorse informatiche e telematiche per un proprio interesse personale.
La speranza è che tale reato non consenta la diretta vigilanza delle aziende, così come qualche hanno fa si è cercato di imporre agli ISP il servizio di vigilanza. La rete è comunque uno strumento difficile da gestire e l’unico modo di combattere la pirateria è quello di tentare di utilizzare la condivisione a proprio vantaggio.
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