«La norma della legge Comunitaria che impone ai fornitori di servizi Internet di rimuovere dalla rete contenuti ritenuti illeciti crea una serie di distorsioni contrarie all’intento originario del legislatore europeo e italiano. Per questo abbiamo presentato un emendamento soppressivo». Lo dicono i deputati del Pd Silvia Velo, vicepresidente della Commissione Trasporti, e Sandro Gozi, capogruppo democratico in commissione Politiche dell’Unione europea.
«Il prestatore del servizio – proseguono Velo e Gozi -, agendo in qualità di mero intermediario, non ha la capacità né il compito di accertarsi se i contenuti segnalati siano effettivamente illeciti. Fra l’altro questa segnalazione potrebbe essere fatta da ‘qualunque soggetto interessato’.
Non devono essere imposti ai prestatori di servizio obblighi di identificazione e monitoraggio preventivo dal momento che ciò è in aperto contrasto con la normativa europea sul commercio elettronico e potrebbe avere gravi conseguenze in termini di libertà di espressione e di sviluppo del mercato digitale italiano».
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