Dalle otto ore alla flessibilità, il lavoro cambia volto: martedì 13 ottobre il confronto promosso da AGCI con Boeri, sindacati ed esperti

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l futuro del lavoro, il superamento dei modelli organizzativi tradizionali e la ricerca di un nuovo equilibrio tra flessibilità e diritti dei lavoratori saranno al centro del dibattito promosso da AGCI – Associazione Generale Cooperative Italiane, in programma martedì 13 ottobre 2026, dalle ore 10 alle 13, nella sede nazionale di via Nazionale 243 a Roma. Un appuntamento che riunirà economisti, rappresentanti sindacali, giuristi e studiosi per affrontare una delle trasformazioni più profonde del mercato del lavoro contemporaneo.
Il titolo scelto per l’incontro, “Dalle 8 ore alla flessibilità – Come cambia il lavoro in una società in evoluzione”, riassume una questione che coinvolge ormai imprese, lavoratori e istituzioni. Il modello delle otto ore giornaliere, che per generazioni ha rappresentato uno dei principali riferimenti nell’organizzazione del lavoro, si confronta oggi con nuove esigenze produttive, innovazioni tecnologiche, cambiamenti sociali e una crescente domanda di maggiore autonomia nella gestione del tempo.
A promuovere il confronto è AGCI, guidata dal presidente nazionale Massimo Mota, con l’obiettivo di mettere in dialogo prospettive differenti su un tema che non riguarda soltanto l’organizzazione delle imprese, ma anche la qualità dell’occupazione, la produttività, la conciliazione tra vita privata e professionale e la sostenibilità dei nuovi modelli lavorativi.
Tra i protagonisti del dibattito ci sarà Tito Boeri, economista e professore dell’Università Bocconi, chiamato a contribuire alla riflessione sulle trasformazioni del mercato occupazionale e sulle conseguenze economiche dei nuovi modelli organizzativi. Il punto di vista sindacale sarà rappresentato da Vera Buonomo, segretaria confederale della UIL, mentre Emanuela Proietti, sociologa del lavoro e docente dell’Università Roma Tre, offrirà il proprio contributo all’analisi dei cambiamenti sociali e delle nuove esigenze dei lavoratori.
Al confronto parteciperà anche Giampiero Falasca, avvocato esperto di diritto del lavoro, per affrontare gli aspetti normativi e contrattuali legati alla flessibilità. È stata inoltre invitata Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, la cui eventuale partecipazione porterebbe al dibattito anche il punto di vista del Governo sulle prospettive dell’occupazione e sull’evoluzione delle politiche del lavoro. A moderare l’incontro sarà Nicola Saldutti, caporedattore Economia del Corriere della Sera.
Il tema delle otto ore rappresenta il punto di partenza di una riflessione molto più ampia. La diffusione del lavoro da remoto, l’utilizzo crescente degli strumenti digitali e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi stanno modificando il rapporto tra presenza fisica, tempo lavorato e risultati raggiunti. In numerosi settori la prestazione professionale non coincide più necessariamente con la permanenza continuativa in un determinato luogo, mentre altre attività continuano a richiedere turni, presenza e orari rigidamente organizzati.
Queste differenze rendono complesso individuare un modello valido per tutti. La flessibilità può rappresentare un’opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro e la conciliazione dei tempi di vita, ma può anche diventare un elemento di incertezza se non accompagnata da regole chiare e adeguate garanzie. La questione riguarda quindi tanto la capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti quanto la necessità di preservare sicurezza, stabilità e diritti dei lavoratori.
Un ruolo particolare può essere svolto dal mondo cooperativo, nel quale il rapporto tra organizzazione produttiva, partecipazione e tutela del lavoro costituisce uno degli elementi caratterizzanti del modello d’impresa. Per AGCI, il confronto rappresenta un’occasione per approfondire come le trasformazioni economiche e tecnologiche possano essere affrontate attraverso nuove soluzioni organizzative senza perdere di vista la centralità della persona.
Anche il dibattito sulla durata della giornata lavorativa sta assumendo caratteristiche differenti rispetto al passato. In alcuni contesti si sperimentano formule di maggiore autonomia nella distribuzione delle ore, in altri si discute della settimana corta o di sistemi che valorizzino maggiormente gli obiettivi raggiunti. Sono modelli che sollevano interrogativi sulla produttività, sui costi per le imprese, sulla contrattazione collettiva e sulla possibilità di applicare le stesse soluzioni a settori economici molto diversi.
La presenza di economisti, sindacalisti, giuristi e studiosi consentirà di affrontare queste questioni da più punti di vista, mettendo a confronto le esigenze del sistema produttivo con quelle di chi lavora. Il nodo centrale sarà comprendere come accompagnare il passaggio verso forme più flessibili di organizzazione senza trasformare l’innovazione in una riduzione delle tutele.
L’iniziativa del 13 ottobre sarà aperta anche alla partecipazione a distanza. Il dibattito verrà infatti trasmesso in diretta sul canale YouTube ufficiale di AGCI, con la possibilità per gli utenti collegati di rivolgere domande attraverso la chat della piattaforma.
L’appuntamento romano si inserisce così in una discussione destinata ad assumere un peso crescente nei prossimi anni. Le innovazioni tecnologiche e i cambiamenti economici stanno già trasformando professioni, competenze e modalità di organizzazione delle attività. La sfida non consiste soltanto nel decidere quante ore lavorare, ma nello stabilire come organizzare il lavoro del futuro conciliando produttività, flessibilità, partecipazione e tutela delle persone.
È su questo equilibrio che AGCI chiamerà a confrontarsi istituzioni, mondo accademico, sindacati ed esperti martedì 13 ottobre, in un dibattito che parte dalle otto ore tradizionali per interrogarsi su quale modello di lavoro possa rispondere meglio alle esigenze di una società in continua evoluzione.

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