Editoria

Cura Italia, Cangini (FI): “Su editoria M5s e Pd favoriscono gli interessi dei giganti del web”

“Forte con i deboli, debole con i forti. Così il vecchio Pietro Nenni descriveva lo Stato italiano, così il governo Conte si sta effettivamente comportando. Parliamo di editoria. Che il Movimento 5stelle voglia fare a pezzi l’editoria tradizionale favorendo gli interessi dei grandi player digitali è cosa nota. Ignoto era, ad oggi, il fatto che su questa linea si attestasse anche il Partito democratico”. 

Arriva il j’accuse del senatore di Forza Italia Andrea Cangini che in un intervento apparso sul sito dell’associazione Voce Libera, vicino alle posizioni dell’ex ministro Mara Carfagna, ha spiegato: “Il decreto Cura Italia non prevede, infatti, alcun intervento diretto a sostegno delle aziende editoriali, che già prima del Coronavirus attraversavano una crisi strutturale drammatica. Il governo ha detto no a un credito per gli acquisti di carta, all’Iva forfettaria, alla reintroduzione dell’obbligo di pubblicare i bandi delle aste giudiziarie. Si penalizza, così, un settore industriale del Paese e si comprime la qualità della democrazia, di cui la libera informazione è un tassello imprescindibile. Soprattutto non si fa nulla per responsabilizzare coloro che più di ogni altro si sono avvantaggiati dallo status quo e ancor più si avvantaggeranno dalla crisi in corso: i giganti del Web”.

Cangini ha aggiunto: “Uno studio di Mediobanca rivela nel 2018 hanno realizzato ricavi in Italia per 2,5 miliardi e pagato tasse per 64 milioni. Per loro, il Coronavirus è una manna. Realizzeranno miliardi di ricavi aggiuntivi grazie al picco del commercio on-line (ulteriore mazzata sulla nuca dei nostri commercianti) e dei fatturati pubblicitari sui social. Si profila una questione di giustizia e di equità: che l’Italia si faccia protagonista in Europa di un’azione politica volta a non scaricare sui più deboli i costi della crisi, mettendoli in conto ai più forti. E i più forti, oggi, sono i giganti del Web”. 

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