Editoria

Pubblicate le linee guida del Csm sull’informazione giudiziaria

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha approntato un sistema di linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale. Il testo è stato adottato dalla settima Commissione e dovrà ora essere giudicato dal plenum.
In relazione agli uffici requirenti il Csm ha previsto la figura del responsabile per la comunicazione, che si identificherà con il capo dell’ufficio. Spetteranno esclusivamente a quest’ultimo le comunicazioni finalizzate a correggere informazioni o interpretazioni dannose per l’efficacia delle indagini o la tutela delle persone coinvolte. Invece, in relazione a singoli ambiti di attività dell’ufficio le comunicazioni possono essere date dai magistrati con funzioni semidirettive, sulla base di una preventiva analisi dei rischi. I magistrati dell’ufficio sono tenuti ad informare con solerzia il capo di affari di particolare delicatezza, gravità o rilevanza per la natura dei fatti o per la qualità dei soggetti coinvolti. Prevista la centralizzazione per il rilascio di comunicati, che avverrà dopo specifiche procedure poste sotto la diretta responsabilità del capo dell’ufficio. In sostanza le linee guida prevedono un netto rafforzamento della posizione del capo della procura, al cui esame saranno destinate tutte le comunicazioni più importanti
Per quanto riguarda più direttamente i rapporti con la stampa, viene chiarito che l’informazione: non deve interferire con le investigazioni e l’esercizio dell’azione penale; non può danneggiare la tutela dei diritti dei soggetti coinvolti nel procedimento o dei terzi.; deve essere rispettosa delle decisioni del giudice. Nello specifico: va evitata ogni ingiustificata comunicazione di dati sensibili; va evitata la pubblicazione di immagini di minori e la diffusione di immagini di persone in manette; deve essere assicurato il rispetto del principio della presunzione di innocenza.
In relazione agli uffici giudicanti è prevista la delega ad un giudice per le funzioni di responsabile della comunicazione. Quest’ultimo si occuperà di selezione e rielaborazione della notizia di decisione e successivamente trasmetterà la comunicazione agli organi di informazione. Sono oggetto di comunicazione: i casi e le controversie di rilevanza economica, sociale e politica; le soluzioni organizzative e i provvedimenti dell’ufficio giudicante.
Le linee guida, così come sono strutturate, non sono piaciute al mondo del giornalismo. Come affermato da Gianrico Carofiglio, tra i redattori del testo, nel lavoro finale manca uno specifico riferimento ai giornalisti. Un’avvertenza che chiarisca la non applicabilità delle prescrizioni alla categoria. Secondo Carofiglio questa indicazione era presente in una precedente bozza delle linee guida. Inoltre la prescrizione sulla correzione di notizie false o distorte, o che possono recare pregiudizio alle indagini o alle persone coinvolte, sembra mettere a rischio l’indipendenza del lavoro giornalistico. La preoccupazione è quindi che il testo, al netto degli intenti, possa essere un ulteriore ostacolo per la cronaca giudiziaria. E’ di pochi giorni fa l’interrogatorio subito da Ferruccio Sansa (Il fatto Quotidiano), Marco Preve (La Repubblica) e Matteo Indice (La Stampa), per la loro indagine sul caso dei rimborsi elettorali mai restituiti dalla Lega. Un’azione molto discutibile, nei presupposti e nelle modalità, da parte dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine.

Giuseppe Liucci

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