Categories: Notizie flash

Cristiano Radaelli (ANITEC): “Tuteliamo la cultura senza penalizzare l’innovazione tecnologica”

E’ in corso in queste settimane un dibattito sulla richiesta avanzata dalla SIAE al Governo di aumento delle tariffe per il compenso per contenuti culturali fruiti da dispositivi digitali. Cristiano Radaelli, presidente di ANITEC, Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo esprime la sua opinione. “Come Anitec riteniamo innanzitutto che debbano essere salvaguardati i diritti degli autori perché venga loro riconosciuto un contributo per l’utilizzo della loro opera d’ingegno, ma il compenso deve essere commisurato al reale sfruttamento dell’opera degli autori e non all’acquisto tout court di un dispositivo tecnologico la cui funzione primaria resta comunque sempre altra.“ È da rilevare – aggiunge Radaelli –  come sempre più spesso i brani ascoltati e i film visti su tablet e smartphone non siano ospitati sul dispositivo, ma fruiti in streaming. In questo caso i diritti d’autore sono pagati alla fonte da chi distribuisce il contenuto. Inoltre, rispetto al passato, le piattaforme di acquisto online come iTunes e Google Play rendono molto conveniente e rapido l’acquisto di mp3 e video e rendono di fatto inutile l’effettuazione di una copia privata. Infatti, chi acquista contenuti digitali dai distributori on-line, oltre a pagare in questo modo la licenza, nella maggior parte dei casi, acquisisce anche la possibilità di effettuare un certo numero di copie su diversi dispositivi. In un contesto nel quale dunque l’utilizzo della copia privata è in diminuzione per effetto dei cambi tecnologici, vorremmo quindi ribadire che ci aspettiamo una diminuzione del valore complessivo del compenso, in quanto, come già detto, gli autori sono già remunerati in caso di acquisto on-line o di ascolto in streaming. Alcuni degli interventi letti in questi giorni, rischiano di essere fuorvianti, mescolando la pirateria informatica con la copia privata. La pirateria informatica è un reato e come tale va perseguito, il compenso per copia privata non può e non deve essere un contributo per alleviare gli autori da un possibile utilizzo illecito delle loro opere, come è stato anche recentemente confermato dalla Corte di Giustizia Europea, né tantomeno il compenso per copia privata può tradursi in una tassa sulle nuove tecnologie per sostenere gli autori o i fornitori di contenuto. Cultura e tecnologia sono partner strettissimi: la tecnologia ha permesso la diffusione dei contenuti culturali ad un numero di persone sempre maggiore, garantendo così crescite esponenziali dei relativi mercati: la radio prima, la TV dopo, internet ora. Il cambio tecnologico richiede che i modelli di business cambino e perciò anche le modalità di remunerazione degli autori devono evolvere contestualmente, come specificato anche nel report preparato per la Commissione Europea dall’ex commissario Vitorino. Per questo motivo abbiamo apprezzato la decisione del Ministro Bray di svolgere un’indagine sulle modalità di utilizzo dei dispositivi tecnologici in merito alla fruizione di opere protette e di valutare come procedere in base ai risultati di tale analisi”.

Recent Posts

Proteggere i minori senza vietare i social: la lezione della Corte costituzionale francese

La protezione dei minori non può giustificare qualsiasi limitazione della libertà di comunicazione. È questo,…

15 ore ago

Apple prepara la sfida a Meta sugli smart glasses ma la vera rivoluzione potrebbe essere la privacy

La prossima grande sfida tra Apple e Meta potrebbe non giocarsi sullo smartphone e nemmeno…

19 ore ago

Apple vuole pagare le notizie quando le usa. Un nuovo modello per editori e intelligenza artificiale

Si torna a parlare del rapporto tra piattaforme ed editori. Questa volta protagonista è Apple.…

2 giorni ago

Apple cambia strategia in Cina, un modello AI sviluppato con Alibaba per portare Apple Intelligence sugli iPhone

Apple prepara una svolta importante nella propria strategia sull’intelligenza artificiale e sceglie di farlo in…

2 giorni ago

L’AI lascia la firma, Anthropic mette un marchio invisibile nei testi di Claude: il copia e incolla non sarà più lo stesso

Per anni uno dei problemi più difficili legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa è stato…

3 giorni ago

Sintesi Ai: gli editori francesi trascinano Google all’Antitrust

Ancora una volta è dalla Francia che parte la riscossa. Quella degli editori contro i…

3 giorni ago