Editoria

Crisi editoria, ora Fdi “convoca” la Fieg

Crisi editoria, Mollicone vuole sentire la Fieg in Commissione Cultura. Il deputato di Fratelli d’Italia punta il dito sulla crisi dell’editoria edopo le dichiarazioni provenienti dalla Fieg, annuncia che il parlamento (che è “sensibile” a questo tema) presto convocherà, in commissione, proprio gli editori.

All’Adn Kronos, Mollicone ha rassicurato il presidente Fieg Andrea Riffeser Monti: “L’allarme lanciato dal presidente della Fieg è meritevole di attenzione. Del resto il sottosegretario Barachini si è da subito impegnato ad affrontare il tema della riforma dei finanziamenti all’editoria e della pubblicità sui quotidiani. L’auspicio è che si apra al più presto un tavolo con gli editori per salvaguardare una filiera preziosa, minacciata dall’introduzione dell’intelligenza artificiale”. Poi ha proseguito: “A tal proposito in Belgio come capo delegazione italiano ho avuto modo di rilanciare la proposta, elaborata dal Parlamento, per l’introduzione di 4 loghi: uno per indicare i contenuti editoriali realizzati con l’intelligenza artificiale; uno per quelli realizzati con l’intelligenza umana; un altro per i contenuti spuri e l’ultimo per i deep-fake prodotti attraverso l’intelligenza artificiale. In questo modo la creatività umana potrebbe beneficiare dello stesso processo che abbiamo avuto nella filiera enologica con l’introduzione della certificazione Docg, ’Denominazione di Origine Controllata e Garantità”.

L’impegno del deputato Fdi: “Siamo all’avanguardia su questi temi e restiamo al fianco dei giornalisti e di chi crea contenuti editoriali e audiovisivi. In Commissione presto tratteremo questo tema con una risoluzione che affronterà le urgenze dell’editoria e chiameremo in audizione tutta la filiera Fieg: l’obiettivo è coniugare le esigenze finanza pubblica con la tutela di un indotto imprescindibile per una democrazia”.

Infine non può mancare un riferimento agli emendamenti presentati dal suo collega di partito, il senatore Gianni Berrino, in materia di diffamazione. Proposte che hanno fatto insorgere politica e giornalisti in quanto reintrodurrebbero l’ipotesi del carcere per i cronisti: “L’emendamento servirà ad aprire una riflessione sul tema della diffamazione: personalmente, non credo che il carcere per la diffamazione sia la risposta; sicuramente, però, ci sono quotidiani che sono andati oltre la normale critica, con attacchi molto violenti nei nostri confronti e con delle vere e proprie character assassination”. Per Mollicone dunque: “è quindi necessaria una riflessione pacata per trovare una soluzione che rispetti il diritto di espressione e critica ma che dia anche la possibilità a chi è stato attaccato di difendere il proprio onore”.

Luca Esposito

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