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Crisi cinema calano gli incassi: a gennaio mai così in basso

La crisi colpisce anche il cinema. E’ questo uno dei dati che è emerso nel confronto degli incassi registrati durante il mese di gennaio appena trascorso rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Facendo un confronto col 2012, ad esempio, il calo si attesta intorno al -23%. Non solo editoria, teatro, musica e radio. La crisi economica che attanaglia l’Italia miete un’altra vittima illustre, il cinema.

Secondo l’indagine condotta dal Cinetel, che si occupa quotidianamente degli incassi e del numero di persone presenti nelle sale, su un campione rappresentativo del 90% del totale mercato, solo a gennaio sono stati venduti poco meno di 10.600.000 biglietti, con un ribasso del -23% rispetto allo stesso mese dell’anno passato.
Un calo che, ovviamente, colpisce anche gli incassi, dove la diminuzione è del -24%. In un confronto parallelo dello stesso periodo con gli ultimi cinque anni, gennaio 2013 ha fatto registrare il peggior risultato: basti pensare che rispetto al 2011 il calo ha sfiorato -50%. Le preoccupanti cifre devono far riflettere sulla qualità del settore cinematografico e sull’incessante offerta di film consegnata agli spettatori. La colpa è quindi dei registi che sfornano film poco interessanti e originali oppure del pubblico che preferisce altri settori per il diletto personale? Eppure la seconda parte dello scorso anno aveva mostrato un possibile risveglio e una nuova rinascita del cinema in Italia, conosciuto in tutto il mondo per aver una lunga ed importante tradizione filmica.

L’incredibile flessione è continuata a maturare in maniera più grave, e il cinema ne ha pagato le conseguenze. Nel nostro Paese, il film che esce indenne da questa situazione critica è “Django Unchained” di Quentin Tarantino, il più visto nel primo mese dell’anno con quasi 8.300.000 € di incassi. Segue “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore, e “Mai stati uniti“ diretto da Carlo Vanzina. Nella top ten rientra anche “Lo Hobbit – un viaggio inaspettato“ di Peter Jackson con un ricavo di quasi 2.700.000 € nelle sale italiane.

Ancor più preoccupante è il -14% registrato dai film italiani nelle quote di mercato inerenti i biglietti venduti, a favore di una crescita sostanziale di quelli statunitensi (+26%). Cala drasticamente la Gran Bretagna, mentre fa capolino la Nuova Zelanda, in ombra fino al 2011.

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