Vito Crimi torna a tuonare contro l’Ordine e i giornalisti. E lo fa accusando, senza mezzi termini, chi ha “disertato” l’appuntamento degli Stati Generali.
“Dal caso Fubini al disinteresse dei giornalisti per l’appuntamento loro riservato agli Stati generali dell’editoria credo che si definisca da sola la questione Ordine dei giornalisti”, ha fatto sapere il sottosegretario all’editoria. “Non è accettabile che il confronto sia valido solo quando lo dicono loro, nelle forme volute da loro e se si fa quello che dicono loro. Un bell’esempio di democrazia, non posso aggiungere altro”.
Per Crimi: “l’Ordine dei giornalisti si definisce da sé: il suo essersi svuotato di senso e contenuto, e quindi averlo relegato ad una scatola vuota, è opera propria non di Crimi. Se si può esercitare la professione abusivamente, se non si incorre mai in reali sanzioni a fronte di conclamate fake news a cosa serve l’Ordine? Una domanda che non si pone solo il sottoscritto ma tantissimi bravi giornalisti che si sentono abbandonati nella loro professione. Mentre c’è chi si guarda l’ombelico e promette riforme, noi rimaniamo fedeli a quanto detto da oltre un decennio: superamento dell’Ordine dei giornalisti, ma forse – conclude il sottosegretario – vogliamo essere tra i pochi in Europa ad avere una situazione del genere”.
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