Editoria

Crimi al vetriolo su Fnsi e Odg: “Difendono una casta contro i precari”

Vito Crimi non ci sta e, dopo aver incassato le accuse di Fnsi e Odg sul caso del Messaggero di Sant’Antonio, attacca a testa bassa la Federazione Nazionale della Stampa e l’Ordine dei Giornalisti.

Il sottosegretario con delega all’editoria ha affidato a Facebook il suo risentito messaggio alle parti sociali della stampa italiana. E in un lungo post accusa: “Provo profonda tristezza e tanta rabbia nel vedere la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (il sindacato dei giornalisti) e l’ordine dei giornalisti usare la crisi del Messaggero di S. Antonio per attaccare il Governo. Il licenziamento dei loro colleghi da parte dei frati francescani, che amministrano la testata e dichiarano debiti per 10 milioni di euro, non è certo da imputare all’esecutivo che si è insediato a giugno. La responsabilità è semmai di chi ha collezionato i debiti. Solitamente i lavoratori di un’azienda non accusano un governo per le perdite dell’azienda”.

E aggiunge: “La situazione è paradossale: la proprietà dichiara 10 milioni di euro di debiti, ma il contributo pubblico a stento raggiunge i 200mila euro annui, cioè il 2% delle perdite.È veramente misero e disonesto il comportamento di chi imputa questa crisi ai tagli annunciati dal Governo. Tra l’altro i tagli prevedono fin da subito una franchigia per tutte le piccole testate che percepiscono meno di 500mila euro di contributo annuo. Quindi nei prossimi tre anni il Messaggero di Sant’Antonio non vedrà ridotto il suo contributo”.

Ma la difesa non si esaurisce qui. Crimi tenta di “ribaltare” le accuse e cerca di puntare l’indice contro gli editori su cui, da qualche tempo, si sono concentrate le attenzioni del Blog delle Stelle che s’è ripromesso di “smascherare” gli interessi (o presunti tali) delle imprese editrici nazionali.

Crimi aggiunge: “Questa potrebbe essere anzi l’occasione, per gli editori, di dimostrare come hanno usato quei contributi pubblici, considerata la situazione debitoria accumulata. Darò subito mandato ai miei uffici di verificare se ciò che hanno dichiarato in questi anni per accedere ai contributi corrisponda al vero. Mi chiedo perché FNSI e ordine dei giornalisti non protestino sotto casa dei loro editori, che pur avendo ricevuto centinaia di milioni di euro dallo Stato hanno contribuito a generare una situazione occupazionale grave e precaria. Ma forse conosciamo già la risposta: il sindacato e l’ordine rappresentano solo loro stessi e gli interessi della piccola casta di giornalisti che di fatto impedisce a migliaia di giovani precari e bravi professionisti di poter vivere con dignità del loro lavoro. Ovviamente hanno tutto il diritto di continuare a delegittimarsi da soli, nascondendo la verità”.

 

Ivan Zambardino

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