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Corriere di Maremma chiude nel silenzio, dipendenti in Cig a zero ore

Il 6 ottobre è uscito l’ultimo numero del Corriere di Maremma, il sindaco di Grosseto: “Chiusura avvenuta nel silenzio generale”. Cgil: “Smantellato solo il Corriere di Maremma, per altri tredici giornalisti delle edizioni locali del Corriere dell’Umbria potrebbe esserci la possibilità dei contratti di solidarietà”

Il Corriere di Maremma non è più in edicola, ennesima vittima della crisi che da Nord a Sud sta falcidiando i piccoli giornali. La testata cessa le pubblicazioni dopo quasi 13 anni (arrivò in edicola per la prima volta il 14 aprile 2002). La chiusura del giornale di Grosseto, edizione locale del Corriere dell’Umbria, è “una brutta notizia non solo per il panorama dell’informazione locale, ma complessivamente per la città e tutti i grossetani”, spiega il sindaco Emilio Bonifazi.

Il primo cittadino di Grosseto esprime tutto il suo rammarico nel constatare “come questa chiusura sia avvenuta nel silenzio generale, tranne che per qualche commento su Facebook, senza che né i responsabili del quotidiano né la proprietà abbiano mai coinvolto la città, mettendo in evidenza i problemi che hanno portato a questa chiusura. Per quasi 13 anni il Corriere – prosegue Bonifazi – è stato partecipe e presente nel dibattito pubblico della città, seguendo le vicende di tante imprese in crisi e raccontando ai lettori le vertenze che hanno accompagnato la chiusura di alcune aziende importanti, ed è paradossale che oggi, la chiusura del quotidiano avvenga così in sordina”.

La speranza del sindaco è che sulla vicenda non cali definitivamente il sipario: “A nome dell’amministrazione e della città voglio rivolgere un sincero ringraziamento a tutti i lavoratori, dipendenti e collaboratori, per quanto hanno fatto in questi anni, per il loro impegno e la passione che hanno messo nel loro lavoro, con l’augurio che per tutti si aprano al più presto nuovi e più soddisfacenti percorsi professionali”.

Le voci sulla chiusura si erano rincorse la scorsa settimana e sono diventate ufficiali il 5 ottobre dopo la firma dell’accordo tra la società editrice Gruppo Corriere srl, che fa capo alla famiglia Angelucci, e il comitato di redazione del Corriere dell’Umbria al ministero del Lavoro. Già a fine settembre il segretario provinciale della Cgil, Claudio Renzetti, aveva commentato con preoccupazione la notizia, “sia perché comporterà la cassa integrazione a zero ore per cinque giornalisti della redazione grossetana, sia perché verrà a mancare una voce importante nel panorama dell’informazione locale, riducendo il pluralismo dei punti di vista”. Nell’accordo è stata confermata la cassa integrazione per i dipendenti ed è stata prevista la chiusura di tutte le collaborazioni.

Renzetti ha poi spiegato che “quello che in questa vicenda non ci piace è che a fronte di venticinque esuberi dichiarati dalla proprietà (per tutto il Gruppo Corriere, ndr), poi ridotti a diciotto, a rimetterci sarà soprattutto la redazione grossetana, smantellata del tutto, mentre per altri tredici giornalisti delle redazioni di Siena, Arezzo, Grosseto, Viterbo, Rieti e Umbria potrebbe esserci la possibilità dei contratti di solidarietà”.

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