Categories: Editoria

CONTRO I TAGLI ALL’EDITORIA SUI TETTI E OVUNQUE

Il 10 febbraio potrebbe essere ricordato come una delle date nere, anzi nerissime per la libertà di informazione. Nel giro di poche ore il governo ha prima approvato una legge-bavaglio contro le trasmissioni tv che non piacciono al capo supremo. Poi ha tirato una coltellata alle spalle di centinaia di testate giornalistiche affossando l’emendamento che avrebbe ripristinato il diritto soggettivo ai contributi e consegnando ai governi, presenti e futuri, il diritto a decapitare gli eventuali oppositori di turno.
Con quale faccia Tremonti invoca il rigore e le forbici contro decine e decine di giornali? Per quale ragione Bonaiuti non ha ancora portato in discussione uno straccio di riforma dell’editoria capace di colpire sprechi, corruzione, falsi giornali e cooperative di comodo? Chi lo ha impedito? Eppure mai come in questa occasione i sindacati, la Federazione della stampa, Mediacoop avevano dato una piena e leale disponibilità a lavorare a un testo condiviso, fuori da qualsiasi logica biecamente corporativa o protezionistica.
Di fronte a tanto cinismo e a queste furbate da giocatori delle tre carte, se e quando i sindacati, le redazioni di qualsiasi colore e parte politica decideranno di salire sui tetti o qualsiasi altra iniziativa, Articolo21 ci sarà e chiederà a tutti i propri associati siano essi giornalisti, editori, direttori, artisti, autori, musicisti, di mettersi in rete, di usare anche le loro trasmissioni, i loro spettacoli, le loro lezioni universitarie per esprimere il comune no ad ogni forma di bavaglio che, prima o poi, se non sarà fermato, proveranno a stringere sulla bocca, sulle orecchie e sugli occhi di milioni di italiane e di italiani.
(Da Il Manifesto del 12 febbraio 2010)

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