La misura cautelare ha avuto ad oggetto somme di denaro custodite in conti correnti bancari, libretti di deposito, titoli, prodotti assicurativi, quote societarie nonchè altri beni mobili ed immobili per un valore equivalente ai contributi all’editoria indebitamente percepiti pari a complessivi un milione e 600 mila euro. Gli accertamenti – spiegano gli investigatori in una nota – “hanno consentito di rilevare molteplici irregolarità e gravi violazioni dei requisiti fissati per la concessione dei contributi”; in particolare è stato verificato che “il contributo a fondo perduto concesso alla società cooperativa Essepi a r.l. di Bari per la diffusione della detta testata giornalistica, è stato ottenuto attraverso la mendace attestazione dei requisiti soggettivi in capo al percettore del finanziamento.
La Cooperativa editrice non era infatti dotata di una struttura idonea all’esercizio dell’attività formalmente dichiarata; la falsa rappresentazione dei requisiti attestanti i livelli di tiratura del quotidiano posti dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria quali condizioni indispensabili per l’accesso ai contributi.
Il detto Dipartimento, infatti, aveva stabilito che i finanziamenti fossero subordinati al raggiungimento di una quota di diffusione del materiale giornalistico almeno pari al 40% delle copie stampate, tiratura, questa, rivelatasi essere di gran lunga superiore a quella in realtà raggiunta”.
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