Gli assurdi italiani non conoscono confini. Neppure con un governo “tecnico” come quello di Mario Monti. Le dimissioni (a quanto pare “doverose”) del sottosegretario all’editoria Carlo Malinconico sono diventate – infatti – un incubo per decine di testate.
Ogni anno a dicembre si erogano, infatti, i contributi per l’editoria relativi all’anno precedente (in questo caso si tratta di quelli del 2010), ma quest’anno un primo ritardo è nato dal fatto che il governo, appena insediato, non aveva avuto il tempo di avviare le procedure (che, si badi bene, sono tutte di routine).
Finalmente, con l’arrivo di Malinconico, il Dipartimento per l’editoria della Presidenza del Consiglio ha potuto assegnare i fondi previsti dalla legge.
Tutto a posto? Neanche per idea, perché le dimissioni del sottosegretario hanno bloccato le erogazioni. Manca, infatti, la firma che autorizzi i bonifici della Ragioneria dello Stato ai giornali e nessuno si prende la responsabilità di metterla.
Possibile che occorra attendere la nomina di un nuovo sottosegretario e che Monti non possa avocare questo potere di firma? Possibile che si debba aspettare non si sa fino a quando?
Una domanda che si stanno ponendo con insistenza le oltre 100 testate che rischiano di chiudere – e alcune delle quali hanno già interrotto le pubblicazioni.
Manuela Montella
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