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CONTRIBUTI ALL’EDITORIA: GARANZIA DI UN BENE SUPREMO. INTERVISTA AL NUOVO DIRETTORE DE ‘LA PADANIA’

La Padania. L’organo della Lega Nord, che da tempo naviga in cattive acque, dal 3 gennaio ha un nuovo direttore: Stefania Piazzo. Cremonese, finora redattore capo, Piazzo dovrà gestire una situazione molto difficile, anche a causa dei tagli ai contributi.
DOMANDA: Come affronterete la questione delle sovvenzioni statali?
RISPOSTA: “Il problema riguarda tutti, riguarda complessivamente chi ha a cuore l’informazione. Non si tratta, come ho sentito dire da qualcuno, di difendere la ‘casta dei giornalisti’, ma di garantire un bene supremo, a fronte di un sistema nel quale l’informazione è controllata dalla pubblicità, dagli investitori, dalle banche. Il mercato pubblicitario è in mano a pochi, anche se nessuno lo sottolinea. In questo quadro è importante garantire il contributo ai giornali liberi, ai fogli politici, alle cooperative giornalistiche”.
D: Alcuni di questi, però, sono giornali finti, che non hanno lettori e stanno in piedi solo grazie ai contributi…
R: “Questo è il vero problema. Chi droga il mercato va punito, chi invece lavora davvero va sostenuto”.
D: Qualcuno fa notare che i giornali che riescono a stare sul mercato da soli non hanno bisogno di sostegno…
R: “Non è così. In Italia il sistema non si basa sul libero mercato, ma sui finanziamenti dei grandi gruppi editoriali. A fare buon giornalismo non sono soltanto i giornali che tirano 700mila copie dopo aver incassato per anni le provvidenze statali. Serve un meccanismo a tutela e integrazione delle vendite perché, quando il mercato è dominato da colossi portatori degli interessi dei grandi gruppi, c’è bisogno di un controbilanciamento dei poteri”.
D: Nello specifico, qual è la situazione attuale de La Padania?
R: “Stiamo avviando una fase di ripensamento, che porterà ad una serie di riforme e alla ristrutturazione interna del giornale. Il mio piano editoriale prevede che non venga toccato nemmeno un posto di lavoro, nemmeno un collega (La Padania impiega 24 giornalisti, ndr). Vogliamo inoltre rivedere la veste grafica del giornale e rilanciare il sito internet, perché è una grande risorsa: l’edizione cartacea e quella online si sostengono a vicenda”.
D: Il vostro giornale è organo di un partito, la Lega Nord, che nasce per ottenere la secessione della Padania dallo Stato italiano. Come si concilia questa linea politica con la vostra richiesta di non tagliare i contributi statali?
R: “Il progetto della Lega è un progetto federale: il partito vuole realizzare una riforma dello Stato in questo senso. Anni fa esisteva anche un settimanale, che io ho diretto, chiamato appunto Il federalismo. La Padania è un’area maxiregionale con una propria storia e un’identità particolare: e la Lega vuole creare spazi di autonomia fiscale e di autodeterminazione. Alcune uscite ‘forti’ degli esponenti della Lega rientrano nella dialettica politica: ci può stare, ogni tanto, che qualcuno faccia delle forzature o alzi il tiro. Di fatto, il Nord contribuisce in buona parte al Pil italiano e riceve meno di quanto dà allo Stato. Quando sono stati al governo, i ministri della Lega hanno fatto bene, meglio di altri: e credo che questo dia il senso dello Stato. Per questo non trovo che la richiesta di contributi sia in contrasto con la linea politica del partito”.

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