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“Contrari ai rincari sugli apparati elettronici e le memorie”

L’indiscrezione che parla di un rincaro sugli apparati elettonici e le memorie (telefonini,pc, lettori mp3, hard disk esterni) non fa dormire sonni tranquilli a Cristiano Radaelli, presidente dell’Anitec (Associazione nazionale industrie informatica, telecomunicazioni ed elettronica di consumo). Per lui questi aumenti sarebbero una contraddizione proprio nel momento in cui il governo sta cercando di implementare quanto necessario per recuperare il gap rispetto agli altri Paesi e raggiungere gli obiettivi dettati dell’Agenda Digitale. Insomma, il possibile aumento dei compensi per copia privata non va giù a Radaelli. Stiamo parlando dell’indennizzo, introdotto in Italia 4 anni fa, che si applica su prodotti utilizzati dai cittadini tutti i giorni, per consentire il pagamento del diritto d’autore anche per la cosiddetta ”copia privata” di un’opera. ”Nonostante gli sforzi a livello europeo per cercare di uniformare la normativa sul Copyright – dice Radaelli – a oggi su 28 paesi europei il compenso per copia privata viene pagato dai produttori in 22, mentre in 6, laddove la legge stabilisce che la possibilità di copia privata non è ammessa, il compenso non viene pagato. Entità del compenso, metodologia per il calcolo e apparati soggetti a compenso sono diversi in quasi tutti i paesi: in alcuni come il nostro c’è un sistema misto che prevede un compenso fisso e uno variabile in funzione della capacità di memoria del prodotto o supporto, in altri viene stabilito sulla percentuale del prezzo di cessione. Fare una media europea, oltre a essere molto difficile, non avrebbe molto senso perché fuorviante”. L’Associazione spiega insomma che ”debbano essere salvaguardati da una parte i diritti degli autori perché venga loro riconosciuto un compenso per la loro opera d’ingegno e dall’altra gli sforzi dello Stato nell’accelerare l’innovazione e la diffusione delle tecnologie digitali, il più potente motore di sviluppo e di creazione di posti di lavoro”. ”Il governo – continua il presidente  – sta cercando di implementare quanto necessario per recuperare il gap rispetto agli altri Paesi e raggiungere gli obiettivi dettati dell’Agenda Digitale anche, a esempio, attraverso la digitalizzazione della didattica e la trasformazione dei libri di testo in versione digitale, chiedendo quindi a famiglie e studenti di dotarsi di tablet o e-book. E’ quindi di tutta evidenza, che nel momento nel quale viene evidenziata l’importanza del miglioramento dei sistemi formativi, sarebbe quanto meno discutibile e contro tendenza inserire “balzelli” ulteriori specificatamente su quei prodotti per i quali viene avanzata la richiesta alla famiglie di dotarsene”.

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