”Creare condizioni di lavoro decenti per i giornalisti”. E’ questa la parola d’ordine di Franco Siddi: per il segretario generale dell’Fnsi, intervenuto a Bergamo alla giornata di apertura del 26mo congresso della federazione, ”ci attendono sfide da far tremare i polsi”, a partire dalla necessità di ”ampliare la base produttiva dei giornalisti puntando su tutte le piattaforme”.
Ma per un sindacato ”sempre attento al mondo nuovo”, oltre che garantire una qualifica professionale per chi fa informazione anche su internet, ”l’altra sfida è quella della libertà dell’informazione”, unica strada per garantire un futuro al settore: ”Se l’informazione non è più tale – ha sottolineato il segretario dell’Fnsi – anche l’industria editoriale deperisce”. Ed è questo l’obiettivo del contratto nazionale del lavoro giornalistico, un contratto che per Siddi ”garantisce non solo i lavoratori ma anche le aziende, evitando che ci sia dumping tra loro”.
Quanto ai comparti dell’editoria più colpiti dalla crisi, il segretario dell’Fnsi li ha indicati nei periodici, nell’emittenza locale e in quella privata. ”Bisogna evitare – ha detto a questo proposito – che questa situazione si trasformi in un disastro sociale”.
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