Puntare sull’innovazione per sancire una nuova alleanza tra giornalisti ed editori. E’ questa la parola d’ordine lanciata da Carlo De Benedetti, patron del gruppo L’Espresso, dal palco del 26mo congresso nazionale dell’Fnsi che prende il via oggi a Bergamo. Di fronte a un settore, quello editoriale, profondamente mutato a causa della digitalizzazione e dell’avvento di internet, secondo De Benedetti “il motto che deve legare editori a giornalisti e’ innovare, innovare, innovare”.
L’obiettivo comune deve essere quello di una ”intelligente alleanza tra innovatori”, cosa che per De Benedetti rappresenta ”l’unica via da percorrere nei prossimi anni”. Il settore dell’editoria sta dunque vivendo una profonda trasformazione. Di fronte alla quale ”solo una cosa non si potrà fare: fermarsi. E questo – ha puntualizzato – vale tanto per gli editori quanto per i giornalisti”.
Il numero uno del gruppo L’Espresso si è poi soffermato su quelle che ha definito ”profezie degli anni scorsi”, quelle che in pratica prospettavano una moria della carta stampata e l’inutilità del lavoro giornalistico. Tutte ”sciocchezze” per De Benedetti che ha spiegato: ”I giornali non moriranno ma non stanno per nulla bene”. Quanto ai giornalisti, secondo De Benedetti non e’ vero che non serviranno più. ”Non c’è niente di più falso”.
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