Per rilanciare il servizio pubblico radiotelevisivo italiano, bisogna ”realizzare una riforma coraggiosa ed equilibrata” per permettere alla Rai ”di funzionare come una vera e propria azienda”, sganciata dall’ingerenza dei partiti e della politica. La proposta e’ contenuta nella relazione della giunta esecutiva dell’Fnsi distribuita oggi a Bergamo in occasione della seconda giornata del 26mo congresso nazionale del sindacato dei giornalisti. L’Fnsi chiarisce di aver avanzato numerose proposte di riforma della Rai in questi ultimi anni, ”ma sono state – si legge nella relazione – parole al vento”.
Il problema principale del servizio pubblico, secondo l’Fnsi, e’ che questo e’ ”soffocato da un conflitto di interessi mai risolto”. Lo dimostrano casi come ”la lunga battaglia del governo contro Santoro” o ”le critiche sfrenate a Floris e ai tanti colleghi” colpevoli di voler ”informare i cittadini su fatti sgraditi alla politica”.
Tutte tensioni, si legge ancora nella relazione della giunta, che ”hanno sempre messo in dubbio l’autonomia imprenditoriale e l’indipendenza professionale” della Rai. (ASCA)
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