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CONFRONTO FNSI-FIEG: SI’ AI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA E SI’ AD UNA RIFORMA DEL SISTEMA

Le celebrazioni per il centenario della Federazione Nazionale della Stampa, al Teatro Capranica di Roma, sono state l’occasione per un confronto tra Fieg e Fnsi sul rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, scaduto da oltre 3 anni. Biancheri e Siddi si sono detti “fiduciosi”.
Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha affrontato il problema nel corso del suo intervento di apertura alla cerimonia. “I problemi del futuro sono rilevanti. Oggi è messa a dura prova la capacità del sistema dell’informazione di svolgere fino in fondo il controllo democratico e la garanzia delle libertà di tutti. La caduta di attenzione verso i principi fondanti della categoria, a vantaggio di interessi materiali di chi esprime poteri forti derivanti da una cultura essenzialmente mercantile, mette continuamente a rischio non solo gli assetti ma le stesse regole fondanti della libera informazione, con i giornalisti sotto tiro, esposti alle spinte del potere economico e finanziario e alle invadenze delle fazioni e della politica”. Servono riforme ponderate che non assecondino “chi, in un’ondata di qualunquismo, punta a disarticolare le strutture e gli organismi di rappresentanza, anziché promuovere le spinte al cambiamento e alla modernità. Siamo chiamati ad essere noi protagonisti del cambiamento, sollecitando leggi di sistema per lo sviluppo della società democratica dell’informazione e della sua industria e per la tutela del lavoro qualificato”.
Siddi, approfitta per lanciare un appello alla Fieg: “Per rinnovare il contratto nazionale di lavoro dei giornalisti serve disponibilità massima al confronto e al dialogo. Chiediamo agli editori di avere lungimiranza, per poter superare le difficoltà che investono l’industria dell’informazione”.
Boris Biancheri, da parte sua, ha ricordato che “L’editoria ha bisogno di una nuova legislazione che si adatti ai tempi dell’editoria di oggi ma ha anche bisogno di avere dei sostegni. Non si vede perché non li debba avere se questi sono necessari. Le risorse pubbliche per l’editoria servono per rispondere al ruolo fondamentale di quest’ultima e alle esigenze di chiarezza e trasparenza”. Sul contratto di lavoro ha poi aggiunto: “Il contratto nazionale dei giornalisti attuale è vecchissimo rispetto alle necessità, è un malloppo e bisogna rivederlo in tutte le parti superate anche se ci vorrà tempo. Sono comunque ottimista, la partenza è buona e c’è disponibilità a parlare di tutti i temi sul tavolo”.
Fabiana Cammarano

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