Il futuro di ottantanove lavoratori Hoepli resta ancora in bilico e adesso i sindacati alzano la voce. La società era stata convocata in commissione dal consiglio regionale della Lombardia ma avrebbe disertato l’invito. C’erano, però, all’incontro tutti gli altri. I liquidatori, il Comune di Milano, la Città metropolitana e i sindacati Cgil, Cisl e Uil insieme all’Ugl. Da quanto emerso dall’incontro, lo schema proposto ai dipendenti sarebbe pressappoco questo. Ci saranno più di cinquanta lavoratori che entreranno in cassa integrazione straordinaria a zero ore e ci resteranno per ventiquattro mesi. Altri venti, invece, saranno destinati a subire una procedura di licenziamento collettivo finalizzata, però, ai prepensionamenti e a favorire le uscite volontarie o nuove occupazioni. Solo nove lavoratori, invece, entreranno direttamente in Mondadori in virtù dell’acquisizione del (solo) ramo scolastico di Hoepli. Una soluzione che, alle parti sociali, non piace granché. “Si tratta di una soluzione parziale che non ci soddisfa pienamente- hanno spiegato i sindacati- serve un impegno condiviso per attivare le migliori politiche di ricollocamento possibili”. I liquidatori dell’azienda hanno ribadito in commissione di trovarsi di fronte a uno stallo, un rebus, una “situazione economico-finanziaria destinata a diventare molto critica” a causa del “conflitto endosocietario insanabile tra i soci”. La consigliera regionale Chiara Valcepina di Fdi ha quindi attaccato la scelta della proprietà: “Quando si parla di aziende che rappresentano il patrimonio di una città c’è una responsabilità imprenditoriale che non si può non assumersi. È una scelta che sa di resa. vedere un simbolo culturale meneghino frammentato come uno spezzatino in diversi rami d’azienda è inaccettabile”.







