Durante l’assemblea degli azionisti, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ha commentato la vittoria di Berlusconi: “Ci auguriamo che il nuovo governo del Paese sottrarrà la questione televisiva a quella dimensione di arma politica e strumento di ricatto a cui era stata ridotta in questi ultimi due anni”. E sul ddl Gentiloni afferma che se fosse stato “approvato, avrebbe minato alla base la nostra capacità di restare competitivi sul mercato. Quel duopolio che la Gentiloni voleva distruggere era già stato superato, in modo fisiologico, dal mercato e dalle nuove forze imprenditoriali che negli ultimi anni si sono presentate sulla scena italiana”. Confalonieri ha poi aggiunto: “Confidiamo in una politica di sviluppo di tutti i media, una politica che incoraggi gli investimenti in innovazione delle imprese, che tuteli quei livelli di eccellenza e competitività raggiunti dalla tv nel nostro Paese, che metta in grado noi e gli altri soggetti industriali di crescere dentro e fuori dei confini nazionali”. “Speriamo in nuovo regole e discipline di settore che finalmente inseriscano la comunicazione nell’agenda delle priorità nazionali per lo sviluppo del Paese, che non si limitino a visioni semplicemente antitrust e di mortificazione delle energie imprenditoriali. Le norme di legge dovrebbero essere poche, di ispirazione europea, chiare ed essenziali. Alla loro declinazione sul campo sono deputate le autorità di garanzia di settore, che hanno dimostrato peraltro di sapersi muovere senza condizionamenti e con velocità”. Per quanto riguarda il problema del conflitto di interessi, per Confalonieri non si tratta di una questione “centrale” ma di un rischio che potrà essere controllato e gestito “sulla base delle leggi esistenti”.
Fabiana Cammarano
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