Editoria

Citynews, sui licenziamenti interviene Varchi (FdI): “No a riorganizzazioni che nascondono tagli”

Il caso Citynews continua a far discutere e arriva anche in Parlamento. A intervenire è la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi, che prende posizione sui licenziamenti avviati dal gruppo editoriale parlando di un rischio preciso: quello di “licenziamenti mascherati da riorganizzazione”.

Un’espressione che fotografa bene il clima di tensione che si respira nelle redazioni del network, da settimane al centro di una vertenza sindacale. Secondo quanto riportato da La Voce del Patriota, Varchi invita l’azienda a fare chiarezza e a garantire che eventuali interventi organizzativi non si traducano semplicemente in una riduzione del personale scaricata sui lavoratori.

La presa di posizione politica si inserisce in un contesto già molto acceso. Nelle scorse settimane, infatti, Citynews ha avviato una riorganizzazione che ha portato a diversi licenziamenti e alla revisione di numerosi rapporti di lavoro, tra contratti stabili e collaborazioni consolidate. Decisioni che hanno colto di sorpresa parte delle redazioni e che, soprattutto, sono state contestate per le modalità con cui sono state comunicate.

Da qui la reazione dei giornalisti. Il Comitato di redazione e il sindacato hanno denunciato l’assenza di un confronto preventivo, ritenuto invece necessario secondo le regole contrattuali del settore. La rottura con l’azienda ha portato alla proclamazione di uno sciopero di 48 ore, il primo nella storia del gruppo, con decine di testate locali e il quotidiano nazionale coinvolti nella protesta.

In questo scenario, l’intervento di Varchi aggiunge un ulteriore livello alla vicenda. Non si tratta solo di una disputa tra azienda e lavoratori, ma di un tema che tocca più in generale il futuro dell’informazione e le condizioni di chi la produce. Il punto, sottolinea la deputata, è garantire trasparenza: una riorganizzazione aziendale è legittima, ma non può diventare un modo per aggirare tutele e diritti.

Il caso Citynews, così, si trasforma in qualcosa di più ampio. Da un lato c’è la necessità delle aziende editoriali di restare sostenibili in un mercato sempre più difficile; dall’altro c’è il rischio che questo equilibrio venga cercato riducendo organici e precarizzando il lavoro giornalistico.

La vertenza resta aperta, ma una cosa è certa: la questione non riguarda più solo le redazioni coinvolte. È ormai un tema politico e, soprattutto, un segnale delle trasformazioni – spesso dolorose – che stanno attraversando il mondo dell’informazione digitale in Italia.

Ivan Zambardino

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