Circolare n. 44 del 22/09/2026 – Oggetto: DPCM 30 luglio 2026 – Nuove misure di sostegno all’editoria per l’anno 2026

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E’ stato pubblicato sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2026 con cui sono state individuate le misure di sostegno alla filiera editoriale per l’anno 2026, destinando complessivamente 57 milioni di euro a imprese editrici, distributori ed esercenti punti vendita di quotidiani e periodici.

Per le imprese editrici di quotidiani e periodici, l’articolo 4 prevede un contributo pari a 8 centesimi di euro per ogni copia cartacea venduta nel corso del 2024, anche mediante abbonamento, in edicola o presso punti vendita non esclusivi. Sono escluse dal calcolo le copie oggetto di vendita in blocco. Alla misura sono destinati 45 milioni di euro. L’efficacia dell’intervento è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, quindi i tempi di attuazione sono prevedibilmente lunghi, anche se l’esito dovrebbe essere scontato.

Per le edicole, intese come punti vendita esclusivi di giornali e riviste, l’articolo 1 riconosce un contributo pari all’80 per cento delle spese sostenute nel 2025, al netto dell’IVA ove prevista, fino a un massimo di 4.500 euro per beneficiario. Le spese ammesse comprendono IMU, TASI, CUP e TARI, canoni di locazione, energia elettrica, servizi telefonici e collegamento a Internet, acquisto o noleggio di registratori di cassa o telematici e dispositivi POS, ulteriori spese per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico, assicurazioni relative all’attività d’impresa e servizi di assistenza contabile e fiscale. Per chi nel corso del 2025 abbia aperto un nuovo punto vendita esclusivo o rilevato una rivendita preesistente, il contributo è incrementato del 20 per cento, fermo restando il limite massimo di 4.500 euro. Lo stanziamento destinato a questa misura è pari a 9 milioni di euro. Alle medesime imprese che nel 2025 abbiano effettuato anche consegne a domicilio documentabili di quotidiani e periodici è riconosciuto un ulteriore contributo fino a 500 euro, nel limite complessivo di un milione di euro. L’articolo 2 estende il sostegno agli esercizi commerciali che vendono quotidiani e periodici in via non prevalente, situati in comuni privi di edicole. Anche in questo caso il contributo è pari all’80 per cento delle spese ammissibili sostenute nel 2025, fino a 4.500 euro. Le categorie di spesa sono le stesse previste per le edicole, ma rilevano pro quota, in relazione al rapporto tra i ricavi della vendita di giornali, riviste e periodici e i ricavi complessivi del singolo punto vendita nell’anno 2025. Le risorse disponibili ammontano a 500.000 euro. Le agevolazioni per le edicole e per i punti vendita non esclusivi sono concesse nel rispetto del regime europeo degli aiuti “de minimis”, previsto dal regolamento UE 2023/2831.

Per le imprese di distribuzione, l’articolo 3 prevede un contributo per la fornitura diretta, effettuata nel 2026, alle edicole situate nei comuni con meno di 5.000 abitanti e, dove non siano presenti edicole, agli esercizi commerciali che vendono quotidiani e periodici in via non prevalente. Il contributo è pari a 600 euro per ciascun comune rifornito, elevati a 800 euro per i comuni ricompresi nelle Aree Interne individuate dalla mappa “Aree Interne 2020”, aggiornata dal CIPESS. La misura comprende anche la fornitura ai nuovi punti vendita attivati nel corso del 2026 e dispone di 1,5 milioni di euro. L’accesso richiede il rispetto delle condizioni di non discriminazione nella fornitura e delle disposizioni sulla distribuzione e sulla modernizzazione della rete richiamate dal decreto. Anche questo intervento è subordinato all’autorizzazione della Commissione europea.

Per tutte le misure, qualora le risorse risultino insufficienti, i contributi saranno ridotti proporzionalmente tra i beneficiari. Le eventuali economie sul contributo per le consegne a domicilio potranno essere destinate a coprire il fabbisogno non soddisfatto del contributo sulle spese delle edicole.

Il DPCM non stabilisce le date di presentazione delle domande. I requisiti e le modalità di fruizione saranno definiti con successivi provvedimenti del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, da pubblicare sul sito istituzionale. Per le misure destinate ai punti vendita, il termine previsto per l’adozione è di quarantacinque giorni dall’entrata in vigore del DPCM; per quelle rivolte a distributori ed editori, di quarantacinque giorni dalla pubblicazione della decisione della Commissione europea.

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