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Chiusura Unità: Landò su left, “il giornale vittima di un mediacidio”

“Un caso esemplare di mediacidio”. Lo scrive in un editoriale per il settimanale left che sara’ in edicola domani, sabato 9 agosto, il direttore dell’Unita’ Luca Lando’ a proposito dell’interruzione delle pubblicazioni del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Interruzione determinata dalla bocciatura da parte dei soci della societa’ editrice Nie del piano di salvataggio avanzato dal socio di maggioranza Matteo Fago. “Il piano – scrive Lando’ – prevedeva il salvataggio di tutti i lavoratori, anche se a condizioni economiche inferiori, e aveva ottenuto un preaccordo da parte delle rappresentanze sindacali interne. Perche’ la bocciatura di quel piano? Perche’ preferire la chiusura de l’Unita’ piuttosto che il via libera a un progetto di rilancio?”. Left dedica l’intero numero alla crisi dell’informazione in Italia e nel mondo. Dalla copertina disegnata da Sergio Staino, ai commenti di Ernesto Longobardi, Adriano Prosperi, Alberto Spampinato, all’editoriale del direttore Giovanni Maria Bellu che firma con Manuele Bonaccorsi l’inchiesta di apertura sullo stato del giornalismo in Italia. Il tema dell’informazione culturale e’ trattato da Marino Sinibaldi in un’ampia intervista. La tesi di fondo e’ che la politica, anche quella “di sinistra”, preferisca una stampa sempre assistita, sempre in difficolta’, per poterla controllare e condizionare. E lo dimostra l’assenza di un progetto che affronti in modo strutturale i problemi di un comparto che, come quello dei media, sta attraverso una rivoluzione industriale in tempo di recessione. “In Italia – scrive left – semplicemente non c’e’ liberta’ d’informazione. C’e’ ‘liberta’ di parola’, ma e’ una cosa molto diversa”. La domanda suggerita dal settimanale e’: in una situazione come questa, possiamo ancora considerarci un Paese pienamente democratico?

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