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Cessioni contestate, i giornalisti Gedi oggi in sciopero

I giornalisti non credono alle rassicurazioni dell’azienda e i giornali del gruppo Gedi entrano in sciopero. Oggi i siti delle testate afferenti al gruppo editoriale di proprietà della famiglia Elkann Agnelli non verranno aggiornati e domani, in edicola, non usciranno le edizioni cartacee di Repubblica e degli altri giornali. La goccia che ha fatto traboccare  il vaso è stata dopo l’incontro di mercoledì in cui i vertici dell’azienda avrebbero lasciato intendere che sono in corso contatti con gruppi interessati all’acquisizione delle testate del Nord Est (e cioè il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, la Tribuna di Treviso, il Corriere delle Alpi, Il Messaggero Veneto e Il Piccolo) e della Gazzetta di Mantova.

In una nota, i giornalisti hanno annunciato l’astensione dal lavoro e ne hanno spiegato le ragioni in una nota firmata dal coordinamento dei comitati di redazione del gruppo: “Il sito di Repubblica e quelli di tutte le testate del gruppo Gedi oggi non saranno aggiornati. In edicola non troverete nessuno dei giornali del gruppo editoriale. Le giornaliste e i giornalisti sono in sciopero per protestare a seguito della messa sul mercato di singole testate o gruppi di testate, con i loro siti e giornali di carta e digitali”.

Dunque hanno spiegato: “Come ha detto l`amministratore delegato di Gedi Maurizio Scanavino nell`incontro di mercoledì con il coordinamento dei Comitati di redazione, «dipende dall`offerta e dagli interlocutori», confermando che sono in corso contatti con gruppi interessati all`acquisizione delle storiche testate del Nordest (il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, la Tribuna di Treviso, il Corriere delle Alpi, Il Messaggero Veneto e Il Piccolo) a cui si aggiungerebbe la Gazzetta di Mantova. Ma il principio può essere esteso anche a La Stampa, la Repubblica, Il Secolo XIX, la Provincia Pavese, la Sentinella del Canavese, Huffington Post, le radio: non c`è più il perimetro di riferimento aziendale che lo stesso ad aveva delineato solo a dicembre”.

Per i giornalisti, quindi, “quello che è stato il più grande gruppo editoriale italiano e che dalla sera alla mattina ha già venduto in tre anni testate storiche come la Nuova Sardegna e Il Tirreno, le Gazzette, La Nuova Ferrara, L`Espresso e chiuso Micromega, si apre nuovamente al mercato”. Secondo il coordinamento dei cdr di Gedi: “La logica del vantaggio economico si è rapidamente sostituita a quella dell`interesse per i territori e l`informazione, per la quale tutte le giornaliste e i giornalisti hanno lavorato in questi anni. E lo fanno tuttora, affrontando da tempo sfide e incognite di una non facile transizione digitale. Lavoro messo ora sul mercato con tanta leggerezza con una logica puramente imprenditoriale che non possiamo accettare”.

Dunque la considerazione: “In un libero mercato la proprietà ha certamente facoltà di vendere – pur assumendosi la responsabilità di disperdere l`eredità di un gruppo editoriale che ha fatto la storia dell`informazione in Italia, proiettandosi per primo e in posizioni di primato anche nel mondo della comunicazione digitale – ma avendo ben chiaro che l`informazione libera e il pluralismo sono un bene sensibile essenziale alla democrazia. Serve massima trasparenza su chi ne avrà la futura proprietà e garanzia sul rispetto dei diritti di lavoro dei dipendenti”. Quindi l’annuncio: “Tutte le Rsu delle società del Gruppo Gedi esprimono la loro solidarietà al Coordinamento dei Comitati di Redazione dei giornali del Gruppo Gedi a seguito delle voci di trattative non smentite di vendita delle storiche testate del Nord-Est”.

Luca Esposito

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