Il centro editoriale Dehoniano dichiara fallimento, insorge l’assostampa dell’Emilia Romagna. I giornalisti furibondi, ritengono che la scelta della proprietà finirà per causare danni solo ai dipendenti della struttura. Che rischiano di trovarsi senza paracadute sociali. Dunque l’Aser ha annunciato una battaglia dura al centro editoriale Dehoniano, dichiarandosi pronta da subito a presentare reclamo per condotta anti sindacale da parte della società.
L’annuncio è arrivato in una nota sottoscritta dal presidente dell’Aser, Matteo Naccari.Che ha utilizzato parole dure per denunciare e stigmatizzare l’accaduto. “Sconcerto per la decisione del Centro Editoriale Dehoniano di Bologna di portare in Tribunale l’istanza di fallimento. All’improvviso e senza coinvolgere lavoratori e sindacati in questa decisione. Un comportamento che giudichiamo inaccettabile. Anche perché calato sulla testa dei dipendenti che rischiano di trovarsi senza il paracadute degli ammortizzatori sociali”. Ma è solo una premessa a un documento durissimo.
Naccari ha denunciato. “Il Centro Editoriale Dehoniano ha coinvolto il sindacato solo quando si è trattato di attivare la cassa integrazione durante la fase più acuta della crisi provocata dalla pandemia. Ma mai ha voluto confrontarsi su programmi e investimenti. Ancora una volta i lavoratori pagano le scelte sbagliate di editori che non riescono a trovare una via di uscita dalla crisi dell’editoria”. E dunque. “Per questo motivo l’Aser chiederà alla Regione Emilia-Romagna di intervenire direttamente in questa vertenza. E ha dato mandato ai propri legali di verificare la possibilità di denunciare l’azienda per comportamento antisindacale”.
Per l’Aser: “Ricordiamo che il contratto di lavoro applicato ai giornalisti prevede obbligatoriamente il passaggio procedurale. Attraverso il confronto sindacale previsto dall’allegato D del Fieg – Fnsi pena la nullità dell’intero iter procedurale. Come stabilito da una giurisprudenza consolidata”. Il centro dehoniano di Bologna pubblica, oltre che numerosi libri, anche tredici riviste. Di ispirazione, chiaramente, cattolica e teologica. Ora, dopo sessant’anni di attività, chiuderà. Segnali della crisi erano giunti da lontano. Dal 2015 quando due delle riviste edite vennero chiuse, il “Regno” e “Settimana”.
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