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Censis: l’informazione per gli italiani passa dallo smartphone

L’informazione passa dallo smartphone. Almeno secondo il Censis. Sempre meno quotidiani si vendono in edicola: il Censis riduce, ancora, la percentuale di italiani che leggono giornali acquistati in edicola. Nel 2007, appena quindici anni fa, erano il 67 per cento, oggi la percentuale si è assottigliata al 22%. In quindici anni i giornali a stampa hanno perso il 45% dei lettori mentre la discesa, da un anno all’altro, è pari al 3,4%. Il Censis ritiene che i quotidiani online non volino granché nelle preferenze degli italiani. Li “usano” il 30,5% degli italiani, in flessione del 2,5% rispetto a un anno fa. I siti generalisti di informazione, invece, tengono botta: sono consultati dal 58,1% dei cittadini, dato simile a quello del 2022 ma in aumento del 21,6% rispetto al 2011. Nel 2023 si arresta l’emorragia di lettori di libri: gli italiani che leggono volumi cartacei sono il 45,8% del totale (+3,1% rispetto allo scorso anno, ma -13,6% rispetto al 2007) e il 5,3% utilizza gli audiolibri. I lettori di fumetti e graphic novel sono l’8,0%. La ripresa non riguarda i lettori di e-book, che rimangono stabili venendo utilizzati dal 12,7% degli italiani (-0,6% in un anno).

Lo strumento più utilizzato dagli italiani per l’informazione è lo smartphone con l’83,7 per cento. Censis spiega nel 58esimo report sullo stato del Paese che il 37,9% preferisce effettuare una ricerca mirata, il 28,2% invece consulta diverse fonti per disporre di un quadro completo e esaustivo, il 25,4% legge sullo smartphone interi articoli e solo il 13,2% si limita ai titoli, il 12,3% legge anche i commenti dei lettori e dei follower, il 12,1% guarda prevalentemente i video (è il pubblico più giovane: il 16,7% nella fascia tra i 14 e i 29 anni), l’8,1% guarda solo le immagini (il 9,7% tra i giovani), il 5,2% commenta articoli e scrive post, il 4,6% li condivide, il 3,7% usa lo smartphone per informarsi ascoltando i podcast.

Luca Esposito

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