Editoria

Caso Ranucci: arrestato Lavitola, le reazioni della politica

L’arresto di Valter Lavitola ha scatenato una ridda di reazioni che, chiaramente, hanno interessato anche la politica. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e grande avversario di Ranucci in Commissione Vigilanza Rai, ha tuonato. “Ora per avere qualche dritta per le sue inchieste da Lavitola, Ranucci dovrebbe avere il permesso per andarlo a visitare in carcere. Del resto, la notizia dell’arresto di questo personaggio lo esclude anche dalla virtuale lista dei potenziali sostituti di Ranucci, qualora dovessero condurre Report altri. Lavitola è stato chiamato in causa anche come possibile suggeritore di temi ed argomenti. Forse avrebbe potuto avere le caratteristiche giuste per il ruolo di conduttore. È una persona molto vicina a Ranucci benché la Procura lo accusi di una colpa molto grave ai danni di Ranucci. Un mistero sempre più fitto, che speriamo possa lasciare spazio ad un epilogo all’insegna della chiarezza. Anche perché la bomba è scoppiata e Ranucci ha, effettivamente, corso dei gravi rischi”.

Sempre da Forza Italia è arrivato il commento di Tommaso Calderone deputato azzurro e vicepresidente Commissione Giustizia. “Anche per Lavitola valgono sempre le stesse regole. Si è innocenti fino alla definitività della sentenza. Il garantismo e la presunzione di innocenza non sono a intermittenza, come le luci di natale. Ovviamente se l’ipotesi di accusa dovesse essere confermata, un rigoroso esame di coscienza dovrebbero farselo tutti coloro che, in questi mesi, avevano individuato mandanti a destra e a manca. Rispettiamo il lavoro dei magistrati, con la necessaria postura istituzionale”.

Cautela e attesa anche in casa dem. Con Walter Verini, capogruppo PD in Commissione Antimafia, che afferma. “Piena fiducia nel lavoro dei magistrati, che oggi hanno arrestato Lavitola per complicità nell’attentato a Sigfrido Ranucci. Non dimentichiamo, infatti, che è stato il giornalista a subire il grave attentato che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Sarà il prosieguo dell’indagine e di eventuali processi a definire moventi, responsabili, aspetti opachi della vicenda. A nessuno però – né in RAI né tra le forze della destra – può essere consentito di cogliere l’occasione per colpire importantissime trasmissioni d’inchiesta come Report, per normalizzarle. E per regolare conti con giornalisti come Ranucci, che ha certamente compiuto errori e frequentato persone più che discutibili, ma che, con la redazione, ha consolidato il ruolo di una trasmissione del servizio pubblico che già con Milena Gabanelli era un punto di riferimento giornalistico e quindi democratico”.

Luca Esposito

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