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CANONE TV PER PC. IN GERMANIA PAGANO TUTTI

I governatori dei 16 Lander hanno deciso all’unanimità (riunione del 9 giugno) un provvedimento finalizzato a evitare l’evasione fiscale per il pagamento del canone di abbonamento al servizio radiotelevisivo nazionale. In Germania, (al pari del sistema italiano) i cittadini tedeschi sostengono annualmente un canone TV, pari a 215,76 euro per la visione di due canali pubblici (Ard e Zdf – oltre alla radio federale Deutschlandfunk).

Dal 1° gennaio 2013, invece, il canone (tassa) sarà sostituito da un tributo (imposta) fisso per ogni residenza e questo indipendentemente dal numero o dal possesso (presenza) di un apparecchio radiotelevisivo in grado di ricevere o meno i programmi. Ai servizi di informazione pubblica, così, viene attribuito un valore culturale nazionale. Con questo provvedimento le televisioni e le radio pubbliche equiparate alle istituzioni culturali come le scuole o i teatri per i quali tutti i cittadini tedeschi residenti sono tenuti al pagamento di una tassa anche se non fruiscono tali “servizi”.

La nuova legge, trova, inoltre, una sua rispondenza nella Costituzione. Uno studio redatto, in maggio, dall’ex giudice della Corte Costituzionale tedesca, Paul Kirchof, ha dichiarato che il nuovo schema risulta essere praticabile e conforme alla carta costituzionale, raccomandandone, anzi, la sua attuazione. Con il provvedimento in esame il Governo intende aumentare le entrate per 8/10 miliardi di euro all’anno (sono, infatti, oltre 3 milioni gli evasori stimati) e ridurre le spese per riscossione e verifiche fiscali dovute al vecchio sistema di funzionamento del canone.
La nuova imposta non dovrebbe superare l’attuale importo che corrisponde a 17,98 euro al mese. Al pagamento della tassa, legata al requisito della residenza, saranno obbligati anche i cittadini disoccupati (la cui stima si aggira a 2,9 milioni) che con il precedente meccanismo erano esentati dal pagamento del canone (ma sul punto, l’esecutivo sta pensando a un rimborso sotto forma di credito d’imposta). Resta salva per le radio-tv di Stato la possibilità di ricorrere alla pubblicità (che permette un introito di oltre 450 milioni di euro). Immutato, anche il canone televisivo per le utenze private mentre gli hotel vedranno aumentare il canone mensile (da 5,52 euro) a 6 per ogni stanza situata nel complesso alberghiero.

Una riforma alternativa: il contributo mediatico
Per completezza, si segnala che sul campo, si era schierata un’altra idea di riforma del sistema di pagamento del canone Tv basata su un “contributo mediatico”. In altri termini, c’è chi sosteneva che un’alternativa al canone dovuto per il possesso dei media (sistema giudicato obsoleto, visto che la tv può essere vista anche con altri sistemi tecnologici come computer o i cellulari) si passasse al pagamento in ragione del reddito.

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