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Canone Rai, i dubbi del Codacons e le certezze della Lega

I consumatori fanno i conti e denunciano un “balzello” da 1,9 miliardi su cui, ogni anno, si promettono tagli e abolizioni che, alla fine, portano a un nulla di fatto. Mentre la proposta attendeva di essere discussa in Senato, è arrivata l’analisi del Codacons a proposito del canone Rai. Che ha snocciolato numeri e dinamiche su un tema di cui si parla da decenni. “Il canone di abbonamento alla televisione – dice il Codacons – dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo, vale circa 1,9 miliardi di euro annui, e dal 2016 è stata introdotta la presunzione di detenzione dello stesso apparecchio nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica: i titolari sono quindi tenuti al pagamento del canone mediante addebito nella fattura della luce”. Fatta questa premessa, arrivano i conti: “Una eventuale riduzione del balzello da 90 a 70 euro come avvenuto nel 2024 grazie alla legge di bilancio, determinerebbe risparmi da circa 430 milioni di euro annui per le famiglie italiane”.  L’associazione ha inoltre ribadito di credere poco al fatto che il taglio possa concretizzarsi davvero. “Ogni anno torni alla ribalta il tema dell’abolizione o della riduzione del canone Rai, proposte che puntualmente cadono nel nulla, e agli annunci della politica non seguono mai i fatti”. La Lega, però, ci crede davvero. E quasi rispondendo ai dubbi dei consumatori conferma il suo impegno sul fronte canone. “Grazie al lavoro del ministro Giancarlo Giorgetti, la Lega ha già dimostrato con i fatti che ridurre il canone Rai è possibile. Prendiamo quindi atto con soddisfazione che anche Forza Italia è finalmente salita sul Carroccio nella battaglia per il taglio del canone. Una battaglia storica della Lega, sulla quale avevamo già depositato uno specifico subemendamento, quando altri ancora esitavano”. E dunque: “La riduzione del canone deve essere reale, concreta e sostenibile, attraverso una maggiore efficienza della Rai, il contenimento dei costi e l’incremento delle entrate, senza limitarsi a spostare l’onere da una tasca all’altra dei cittadini. La Lega continuerà a portare avanti con coerenza questa battaglia, affinché gli italiani paghino meno e il servizio pubblico sia più efficiente, pluralista e trasparente”.

Luca Esposito

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