Dunque, a distanza di oltre 6 anni dalla firma dell’accusa, arriva la stretta di mano tra le parti: la Premier League rinuncia allo scontro e firma l’accordo per l’utilizzo del Content ID di YouTube. Così facendo ogni filmato in potenziale violazione di copyright (poiché non promulgato dai canali ufficiali della Serie A inglese, ma caricato da utenti terzi privi di apposita licenza) porterà introiti ai legittimi detentori e Google farà da tramite in questa transazione. La sensazione è che la Premier League focalizzerà ora le proprie attenzioni contro i siti di live streaming illegali piuttosto che contro una repository quale YouTube, che offre contenuti in differita sui quali risulta di fatto possibile conservare in certa misura un controllo.
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