La crisi colpisce pesantemente l’editoria che “risente più di altri mezzi del contesto di crisi finanziaria che ha interessato il mercato della pubblicità”. Lo rileva il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò, nella relazione annuale. “I ricavi complessivi delle imprese mostrano una sensibile contrazione che investe sia l’editoria quotidiana che quella periodica: una contrazione imputabile alla riduzione della spesa pubblicitaria e ai cali delle vendite di giornali e prodotti collaterali”.
Vanno meglio le cose per l’editoria elettronica “che tuttavia rappresenta appena il 3,9% delle entrate complessive del settore”.
Calabrò ha ricordato che in Francia sono stati organizzati gli Stati generali dell’editoria dai quali sono uscite delle proposte interessanti per favorire una ripresa del settore, come l’abbonamento gratuito a tutti i diciottenni. In Italia, invece, la riforma dell’editoria, da tutti invocata, è ancora ferma.
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