“La richiesta del pagamento del canone Rai per aziende e lavoratori autonomi che posseggono pc e tablet costituisce una forzatura normativa riguardo alla quale mi auguro che il governo faccia al più presto chiarezza”. A chiederlo è Alessio Butti (Pdl), che aggiunge: “come già denunciato dalle principali associazioni di categoria e dei consumatori, la Rai, basandosi su quanto previsto dall’art. 17 del decreto cosiddetto ‘salva Italia’, sta estensivamente applicando una norma con l’evidente finalità di far cassa a danno delle imprese che, a seconda della loro tipologia, si ritroverebbero a pagare una cifra annua che va dai 200 ai 6.000 euro. E’ assurdo richiedere il pagamento del canone Rai per personal computer e smartphone tecnologicamente abilitati a vedere anche la televisione – osserva Butti – ma che vengono utilizzati abitualmente da aziende e lavoratori autonomi a fini lavorativi, poichè tra l’altro si tratta di un tributo collegato al possesso del televisore. In un contesto economico così delicato, auspico l’intervento del ministro Passera, affinchè contribuisca a sciogliere i dubbi individuando la tipologia di apparecchi che determinano l’obbligo del pagamento del canone”, conclude Butti.
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