Il nuovo fronte a viale Mazzini è quello di Rai Parlamento. Bocciato il piano editoriale, Usigrai passa all’attacco per il primo “no” nella storia della testata. La redazione ha rifiutato la proposta giunta dalla direzione che prevedeva cinque vicedirettori. Il sindacato va all’attacco. “Per la prima volta è stato bocciato il piano editoriale di Rai Parlamento. La redazione ha detto no alla proposta editoriale della direttrice e alla squadra dei vicedirettori da Lei scelti per reallizzarla. 3 vicedirettori su 5 – sempre troppi per una testata con poco più di 30 giornalisti – vengono promossi alla guida di Rai Parlamento da qualifiche di redattore ordinario o caposervizio”. Ma non è tutto. “Scelte, queste ultime, sulle quali ci saremmo aspettati – prosegue la nota – una valutazione di Risorse Umane e organizzazione almeno in linea con le indicazioni di gestione del personale che vengono rappresentate al sindacato di fronte ad ogni richiesta di colleghe e colleghi che in Paritetica chiedono vengano riconosciuti ruoli e mansioni effettivamente svolti nelle redazioni”.
Adesso bisogna capire cosa accadrà fatto sta, sottolineano da Usigrai, che si tratta di un vero e proprio inedito nella storia di Rai Parlamento. “Si tratta dunque di decisioni che evidentemente non sono passate inosservate e hanno alimentato il malcontento di tanti per una così palese distanza di giudizio. La conferma arriva dal confronto con il voto sui piani editoriali degli ultimi due direttori: quello di Carboni ebbe solo sette voti contrari, quello di Preziosi appena due”.
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